La Regione Lazio ha presentato il nuovo Piano di Internazionalizzazione 2026, con una dotazione di oltre 15 milioni di euro destinati a rafforzare export, attrazione investimenti e presenza delle imprese sui mercati esteri, con focus su aerospazio, biotech & pharma, cleantech e digitale.
Il piano, cofinanziato dal Pr Fesr 2021-2027, prevede:
- 3,2 milioni per la partecipazione a fiere internazionali e missioni di sistema
- 12 milioni per il nuovo Voucher Internazionalizzazione a sostegno delle Pmi
Siglato inoltre un accordo di collaborazione tra Lazio Innova, Cassa Depositi e Prestiti, Simest e Sace per potenziare formazione, accesso agli strumenti finanziari e accompagnamento all’export w presentato il bando “Attrazione Investimenti”, volto a favorire l’incontro tra imprese locali e investitori internazionali.Sul piano dei risultati, il Lazio registra una crescita dell’export del 9,6% nel 2025, con un valore vicino ai 36 miliardi di euro, trainato in particolare dai mercati extra-UE e dagli Stati Uniti (+50%).
I commenti
«Anche in considerazione delle forti criticità dello scenario internazionale, la Regione Lazio intende accompagnare le aziende nell’orientamento, sia rispetto ai rischi di scenario che rispetto alle opportunità che si stanno aprendo. Insieme ai principali attori nazionali vogliamo guidare le Pmi anche verso le nuove possibili direttrici commerciali, compresi Mercosur e India. Attenzione particolare sarà inoltre dedicata a nuovi percorsi commerciali nell’ambito del Piano Mattei», ha dichiarato la vicepresidente Roberta Angelilli. «Il Lazio si conferma tra le cinque regioni più dinamiche del Paese sui mercati internazionali. Secondo i dati Istat, nel 2025 l’export regionale è cresciuto del 9,6 per cento (17 per cento nella farmaceutica) rispetto all’anno precedente, tre volte la media nazionale. La crescita è stata trainata in particolare dai mercati extra-Ue, con un incremento significativamente superiore rispetto a quelli europei. In questo contesto, spicca l’export del Lazio verso gli Stati Uniti, che ha registrato un aumento superiore al 50 per cento», ha commentato Angelilli.
«La complessità dello scenario globale impone di agire in modo coordinato a livello di Sistema- Italia: la collaborazione avviata oggi va proprio nella direzione di potenziare in modo sinergico e congiunto il supporto ai progetti di internazionalizzazione ed export, leva strategica essenziale per consolidare la leadership delle imprese del Lazio sui mercati esteri. L’accompagnamento alle eccellenze industriali in questo percorso, congiuntamente al sostegno in investimenti e acquisizioni e al rafforzamento del posizionamento delle principali filiere del Paese nell’arena competitiva internazionale, costituiscono obiettivi prioritari e qualificanti degli interventi previsti dal Piano Strategico 2025-2027 di Cdp», ha evidenziato il direttore business di Cdp, Andrea Nuzzi.
«Con una crescita di quasi il 10% sul 2024 e un valore nel 2025 di poco al di sotto dei 36 miliardi di euro, il Lazio si colloca al sesto posto tra le regioni italiane che esportano, con una quota sul totale nazionale – giunto a 643 miliardi – del 5,6%. Questo risultato dipende in particolare dall’andamento positivo di cinque settori: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+ 99% nel 2025 sul 2024), farmaceutico (+ 17,7%), metallurgico (+ 18,3%), autoveicoli e rimorchi (+ 4,8%), alimentare (+ 4,6%). Ottimo l’andamento delle vendite verso gli Stati Uniti che nonostante i dazi si collocano a 7,3 miliardi con un incremento sul 2024 superiore al 54% dovuto quasi per intero dall’exploit della farmaceutica. Nel 2025 sono state 1.420 le partecipazioni complessive di aziende laziali ad attività promosse dall’Ice e con l’accordo firmato insieme a Regione, Unindustria e ai partner del Sistema Italia, l’Agenzia conferma il suo impegno mettendo in campo la sua ampia gamma di strumenti per potenziare i processi di internazionalizzazione delle imprese laziali dando concretezza al Piano per l’Export del Ministero degli Esteri», ha affermato il presidente di Ice, Matteo Zoppas.
«L’export è un motore di crescita importante per l’Italia e per il Lazio, che è tra le principali regioni esportatrici italiane. Oggi, insieme a tutti gli attori del sistema, rinnoviamo il nostro impegno a farlo crescere, valorizzando il potenziale del territorio e delle filiere laziali. Come Export Credit Agency italiana, mettiamo a disposizione delle imprese non solo la nostra offerta assicurativa e finanziaria ma soprattutto i nostri export advisor, per accompagnarle nell’esplorazione di nuovi mercati percepiti come complessi, nello sviluppo di filiere internazionali e nella costruzione di una presenza stabile nei mercati del futuro», ha spiegato il presidente di Sace, Guglielmo Picchi.
«Per Simest, sostenere la crescita internazionale delle imprese italiane significa affiancare territori ad alto potenziale come il Lazio, che conferma una solida vocazione all’export, come dimostra l’aumento del 9,6% nel 2025. In questo contesto, la sinergia tra istituzioni e attori del Sistema Paese è un fattore strategico: la collaborazione tra Regione Lazio, Cdp, Sace, Unindustria e Simest consente di valorizzare competenze, strumenti finanziari e capacità di accompagnamento, offrendo alle imprese un supporto integrato ed efficace. Il nostro impegno è rafforzare ulteriormente questo ecosistema, facilitando l’accesso delle imprese, in particolare delle Pmi, a percorsi strutturati di internazionalizzazione, sostenendone la competitività e la presenza sui mercati esteri. Con l’accordo sottoscritto oggi intendiamo diffondere la conoscenza dei nostri strumenti e supportare concretamente il tessuto imprenditoriale locale», ha evidenziato il presidente di Simest, Vittorio de Pedys.
«L’internazionalizzazione oggi non è più una scelta ma una condizione strutturale per la competitività delle imprese. Le ultime indagini del Centro Studi Unindustria dimostrano che le nostre aziende competono in mercati sempre più selettivi e che la sfida dell’internazionalizzazione è anche interna: non riguarda solo i mercati, ma la crescita dimensionale e organizzativa delle imprese. Il Lazio ha tutte le condizioni per competere a livello globale, ma serve lavorare sempre di più come sistema: in questo senso, il Piano regionale per l’internazionalizzazione rappresenta un passaggio fondamentale perché introduce continuità, coordinamento e una visione condivisa, mettendo a sistema strumenti, istituzioni e imprese. Dunque, la sfida oggi non è solo aumentare l’export ma costruire una presenza stabile e duratura sui mercati internazionali, accompagnando le imprese in percorsi strutturati di crescita», ha sottolineato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.

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