I finanziamenti destinati alle imprese con alta adeguatezza Esg registrano un tasso di default inferiore del 25% rispetto alla media, a conferma del ruolo delle banche nel premiare le realtà più virtuose. L’Esg Outlook di Crif evidenzia come la sostenibilità sia ormai integrata nelle strategie aziendali e come le imprese soggette alla Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive) presentino livelli medi di adeguatezza Esg nettamente superiori rispetto a quelle che non pubblicano report di sostenibilità, con il 77,6% nelle classi “Alto” o “Molto Alto” contro il 46% delle non soggette.
L’integrazione dei fattori Esg nei processi di credito si conferma strategica per la valutazione del rischio: le imprese con elevato profilo di sostenibilità risultano più solide e resilienti, mentre i finanziamenti verso realtà con basso punteggio Esg presentano rischiosità quasi tripla. I settori più virtuosi sono Itc, media e telecomunicazioni, meccanica strumentale e tessile e abbigliamento, mentre comparti come agricoltura, alimentare, bevande, tabacco e mining – oil & gas mostrano performance meno adeguate. “Oggi una fetta importante delle grandi aziende e delle Pmi presenta un’elevata adeguatezza Esg, mentre i finanziamenti verso queste realtà mostrano tassi di default inferiori di oltre il 25% rispetto alla media”, commenta Marco Macellari, Ceo di Crif Synesgy Ratings, sottolineando come sostenibilità e solidità finanziaria stiano convergendo e le banche stiano orientando in modo strutturale le risorse verso chi rappresenta il futuro competitivo del sistema imprenditoriale italiano.
