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“Imprese italiane si distinguono per capacità di integrazione con il tessuto economico locale”. Nostra intervista ad Alessandro Geretto, Presidente della Ccib in Bulgaria

Da più di vent’anni anni la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria sostiene le imprese nei loro processi di internazionalizzazione. Organizza iniziative volte ad agevolare l’accesso delle aziende italiane al mercato bulgaro, promuove contatti per la conclusione di affari e svolge azione d’informazione e comunicazione, mediante un costante monitoraggio delle tendenze settoriali.

La Camera ha organizzato recentemente un incontro informale con il neo ambasciatore d’Italia, Marcello Apicella, per presentare le attività associative della Camera e condividere le proprie esperienze imprenditoriali in Bulgaria e l’Ambasciatore Apicella ha accolto con interesse le testimonianze dei presenti, che hanno illustrato le dinamiche del tessuto economico in cui operano.

Il Presidente camerale, Alessandro Geretto, nella nostra intervista, ha illustrato le specificità del mercato bulgaro.

Presidente, Italia e Bulgaria hanno relazioni economico-commerciali ben strutturate?  
Italia e Bulgaria vantano relazioni economico-commerciali solide e in continua crescita, fondate su un dialogo bilaterale stabile e sulla comune appartenenza all’Unione Europea. L’Italia è tra i principali partner commerciali della Bulgaria, con un interscambio che nel 2023 ha superato i 6 miliardi di euro, trainato sia da settori tradizionali come meccanica, tessile e agroalimentare, sia da nuove opportunità legate all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale. Nel 2024 la Bulgaria ha registrato una crescita del Pil del 2,8%, principalmente grazie ai consumi privati e a una forza lavoro qualificata in crescita. Le previsioni Ocse indicano una crescita del 2,6% per il 2025 e del 2,3% per il 2026, in un contesto di stabilizzazione dopo le recenti turbolenze politiche. Un ulteriore impulso è rappresentato dall’entrata ufficiale della Bulgaria nell’Eurozona, prevista per il 1° gennaio 2026, evento che rafforzerà la stabilità economica e finanziaria, facilitando i flussi commerciali e gli investimenti tra i due Paesi.

Le imprese italiane come sono posizionate nel Paese e quali sono i settori più rappresentati?
Le imprese italiane hanno una presenza significativa in Bulgaria, con oltre 1.500 aziende, per lo più Pmi, distribuite in settori chiave come meccanica, automotive, tessile, agroalimentare, energia, Ict e logistica. Il contesto bulgaro, caratterizzato da una flat tax al 10%, costi competitivi e un mercato del lavoro qualificato, ha favorito l’insediamento produttivo e la subfornitura, con molte aziende italiane che si sono affermate come fornitori affidabili nelle filiere regionali. La prospettiva dell’adozione dell’euro incrementa ulteriormente l’attrattività del Paese come hub regionale, soprattutto per investimenti in innovazione, tecnologie verdi, digitalizzazione e infrastrutture sostenibili. Nonostante permangano alcune criticità legate a giustizia, trasparenza e infrastrutture, le imprese italiane si distinguono per flessibilità e capacità di integrazione con il tessuto economico locale, contribuendo allo sviluppo di filiere europee sempre più complesse e integrate.

Il settore finanziario italiano supporta le imprese o si potrebbe fare di più?
Il sistema finanziario italiano offre strumenti di supporto concreti, con Simest e Sace attivi nell’assistenza all’internazionalizzazione, ma tali strumenti non sempre sono facilmente accessibili alle Pmi, a causa di complessità burocratiche e scarsa informazione. Il sistema bancario bulgaro, altamente competitivo e caratterizzato da condizioni di credito favorevoli, supporta le imprese, ma l’aumento del credito interno e un’inflazione attesa al 3,8% per il 2025 richiedono una gestione attenta per evitare surriscaldamenti. Per assicurare investimenti italiani duraturi e di qualità, è necessario sviluppare strumenti finanziari più integrati tra finanza pubblica e privata, con particolare attenzione a settori ad alto valore aggiunto come la digitalizzazione, l’energia green e l’industria avanzata, oltre a supportare aree meno presidiate del Paese.

Che ruolo occupa la Camera italiana nella promozione degli investimenti bilaterali?
La Camera di Commercio Italiana in Bulgaria è un pilastro essenziale del “Sistema Italia”, operando in sinergia con l’Ambasciata d’Italia a Sofia, l’Istituto Italiano di Cultura a Sofia, l’Ice, Confindustria Bulgaria e i Consolati onorari. Questo network istituzionale svolge un ruolo strategico nell’accompagnare le imprese italiane, offrendo consulenza legale, fiscale e commerciale, supporto all’insediamento e facilitando la creazione di partnership locali. In vista della transizione economica della Bulgaria e del suo ingresso nell’Eurozona, la Camera rafforza la propria funzione di interlocutore chiave per cogliere le opportunità nei settori dell’energia sostenibile, della digitalizzazione, della mobilità green e della manifattura avanzata. Grazie a questa rete integrata, il know-how italiano continua a rappresentare un valore aggiunto, consolidando una collaborazione economica bilaterale sempre più profonda, dinamica e promettente.

 Laura Rinaldi

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