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Le novità introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici al centro del dibattito al Mimit nella Giornata Annuale della Trasparenza amministrativa

Il ministro Adolfo Urso ha aperto i lavori a cui hanno preso parte il presidente Anac, Giuseppe Busia, intervenuto con un videomessaggio, i dirigenti dell’Autorità nazionale anticorruzione Elisabetta Midena e Stefano Fuligni, il componente del Collegio dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Guido Scorza, il presidente Aitra, Giorgio Martellino, il componente del Consiglio di Stato e presidente del consiglio scientifico Aitra, Stefano Toschei, il dirigente generale Rpct del Ministero, il personale e gli operatori di settore.

L’evento ha approfondito il tema della trasparenza e della digitalizzazione degli appalti pubblici, alla luce del nuovo Codice dei Contratti pubblici, decreto legislativo 36/2023, emanato di concerto anche con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha introdotto notevoli novità per quanto riguarda le semplificazioni e le riduzioni dei termini procedimentali, un alleggerimento burocratico e una maggiore celerità ed efficienza delle procedure di acquisto di beni, servizi e forniture per il rilancio del sistema produttivo ed imprenditoriale nazionale.

Secondo i dati forniti nella relazione dell’Anac al Parlamento dello scorso 8 giugno, il valore complessivo del mercato degli appalti pubblici in Italia, per il 2022, è stato di quasi 290 miliardi, a fronte dei quasi 208 miliardi dell’anno precedente, con un sostanziale raddoppio rispetto al 2018. Un balzo in avanti dovuto in buona parte agli appalti finanziati dalle consistenti risorse stanziate con il Pnrr e in particolare il settore dei lavori, per un valore di 108 miliardi di euro complessivi.

“Cifre importanti – ha commentato il ministro Urso – che contribuiscono per circa il 15% al Pil nazionale, con particolare riferimento al settore edilizio e al relativo indotto, e che speriamo diano nei prossimi anni un impulso sempre maggiore allo sviluppo del Paese. La completa digitalizzazione ed interoperabilità tra Banche dati delle procedure di acquisto – ha evidenziato il Ministro – consentirà, da un lato, una maggiore speditezza nelle attività istruttorie e, dall’altro, garantirà elevati livelli di trasparenza e di prevenzione di fenomeni distorsivi e corruttivi. Non a caso la digitalizzazione delle procedure amministrative interne è una delle priorità individuate nel mio primo atto di indirizzo come ministro delle Imprese e del Made in Italy adottato lo scorso 18 gennaio. Bisogna pensare ad una Pubblica Amministrazione più rapida ed efficiente – ha aggiunto il Ministro – che sappia avvalersi appieno delle potenzialità di accelerazione delle nuove tecnologie e si trasformi da “freno” a “leva attiva” dello sviluppo economico del Paese, facilitando e promuovendo investimenti interni, con la valorizzazione delle eccellenze italiane e l’attrazione degli investimenti esteri.”

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