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“Le prospettive future dipenderanno dalla capacità dell’Ue di coniugare sicurezza con competitività economica” Intervista all’Ambasciatore Mauro Marsilli

Un viaggio immersivo nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Praga propone l’illustre cornice decorativa delle sale e degli arredi, che si avvale di nobili pezzi d’arte boema e viennese insieme a capolavori di pittura italiani. La sede diplomatica italiana a Praga è infatti ospitata nelle dimore nobiliari del cinquecentesco Palazzo Slavata, affacciato sulla via Thunovská, e del settecentesco Palazzo Thun-Hohenstein, che si affaccia sulla via Nerudova, in direzione del Castello.

La Rappresentanza costituisce il punto d’incontro tra Italia e Cechia non soltanto per l’ubicazione in prossimità della “via italiana”, la Vlašská, ove si affaccia l’Istituto di Cultura, ma anche per le relazioni culturali e storiche con la città boema. In questa elegante cornice, abbiamo incontrato Mauro Marsili, Ambasciatore d’Italia a Praga e con il diplomatico abbiamo parlato di relazioni Italia-Repubblica Ceca.

Ambasciatore, una doverosa riflessione sui conflitti internazionali in corso. Che ripercussioni ci saranno sulle economie europee e quali prospettive per il prossimo futuro?

I conflitti internazionali attualmente in corso continuano a produrre effetti significativi sulle economie europee, inasprendo le tensioni geopolitiche e generando ricadute economiche in termini di instabilità energetica, inflazione, aumento dei costi produttivi e incertezza sugli scambi internazionali. L’Ue è chiamata a rafforzarsi, puntando sulla diversificazione degli approvvigionamenti, sull’autonomia industriale e sulla sicurezza energetica, anche alla luce delle vulnerabilità emerse con l’acuirsi di queste crisi.

A ben vedere, le prospettive per il prossimo futuro non potranno che dipendere dalla capacità dell’Ue e di tutti gli Stati membri di coniugare sicurezza con competitività economica, contribuendo attivamente a un ordine internazionale più aperto e stabile.

Italia-Repubblica Ceca, che tipo di relazioni bilaterali a livello economico, commerciale e industriale?

Le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Repubblica Ceca sono intense e in crescita. Con uno scambio commerciale complessivo che nel 2024 si avvicina ai 18 miliardi di euro, le relazioni economiche tra Italia e Repubblica Ceca si confermano eccellenti. L’Italia si posiziona stabilmente come sesto partner commerciale della Repubblica Ceca sia per export sia per import, a riprova della solidità dei legami bilaterali. In termini assoluti, l’export italiano verso la Cechia supera quello destinato a economie di rilevanza globale come Brasile, Giappone, India e Canada.

La cooperazione si estende oltre i settori tradizionali, rafforzandosi in ambiti ad alto contenuto innovativo quali l’industria aerospaziale, le nanotecnologie, la ricerca scientifica e le infrastrutture. Particolarmente rilevante è la presenza imprenditoriale italiana in Cechia, con circa 3.000 imprese attive. Numerose anche le imprese ceche operanti in Italia, soprattutto nei settori della green energy, delle tecnologie digitali e dell’aerospazio. Le relazioni bilaterali si valgono del supporto istituzionale dell’Ambasciata che ho l’onore di dirigere, dell’eccellente Camera di Commercio Italo-Ceca, che associa oltre 400 imprese anche di prima grandezza e dell’Agenzia Ice.

I dazi americani potranno pesare sugli scambi economici fra i due Paesi?

Nel suo ultimo rapporto l’Istituto Statistico Ceco (Czso) attesta che l’economia della Repubblica Ceca gode di ottima salute. La crescita ha toccato il 2,4% su base annua, il tasso più forte da quasi tre anni, registrando un aumento del Pil pari allo 0,7% nel primo trimestre. A incidere positivamente sono stati principalmente i consumi delle famiglie, mentre l’impatto negativo sulle prestazioni economiche è legato a criticità nel commercio con l’estero.

Alla luce di questi dati positivi non sembrerebbe dunque che, per il momento, il contraccolpo dei dazi imposti dagli Usa sia stato ancora accusato, anche se si attendono dei rallentamenti entro la fine dell’anno. Tale sfasamento temporale si spiega con lo sforzo produttivo profuso dagli agenti economici cechi nei confronti del mercato statunitense poco prima dell’entrata in vigore della nuova politica tariffaria voluta dal Presidente Trump.

La Commissione Eu ha approvato aiuti di Stato pari a 3,2 miliardi a favore del­la Repubblica Ceca, in ambito green. La transizione energetica è un’opportunità per le imprese italiane che vogliono investire nel Paese?

Il Piano energetico della Repubblica Ceca ha subito di recente una profonda revisione volta a armonizzare le normative nazionali alle raccomandazioni europee, trasmesse ancora nel dicembre 2023, e, più in generale, al programma del Green Deal. In questa prospettiva, si inserisce l’approvazione da parte della Commissione Europea all’erogazione di aiuti di stato per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro che terminerebbe, salvo proroghe, il 31 dicembre 2025 per la realizzazione di nuovi o modernizzati impianti di cogenerazione ad alto rendimento (Chp) non alimentati da combustibili fossili solidi, petrolio e diesel. Il loro impiego potrà essere significativo nel processo di decarbonizzazione in un’economia, quale quella ceca, che punta sempre di più convintamente sul nucleare. Le opportunità di inserimento delle aziende italiane operative nella transizione energetica esistono, ma sono condizionate al rinnovo dell’iniziativa. Le prospettive appaiono al momento più promettenti per i progetti relativi a piccoli reattori nucleari ad alta tecnologia.

Sulle questioni europee che punti in comune ci sono fra i due paesi?

Italia e Repubblica Ceca condividono un impegno comune per una transizione energetica europea maggiormente sicura. Insieme ad altri 14 Stati membri, i due Paesi hanno chiesto alla Commissione Europea di rafforzare i meccanismi di controllo dei prezzi nel nuovo mercato del carbonio per trasporti e riscaldamento, al fine di contenerne l’impatto sociale e mantenere il consenso pubblico.

Sul piano energetico, la Repubblica Ceca ha acquisito nuove forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Tal, che collega il porto di Trieste alla rete ceca, un risultato che rafforza la cooperazione strategica tra i due Paesi nel quadro delle politiche energetiche dell’Ue.

G.L.

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