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“Le sinergie commerciali tra il Brasile e l’Italia sono ampie e promettenti”. Intervista a Renato Mosca de Souza, Ambasciatore del Brasile in Italia

Le riforme fiscali e tributarie stanno contribuendo all’aumento del rating del Brasile da parte di agenzie come Fitch e Dbrs Morningstar, evidenziando la fiducia nei miglioramenti del contesto economico. “Il Governo destinerà 325 miliardi di euro per sbloccare progetti, accelerare opere in corso e avviare nuove iniziative” conferma l’Ambasciatore Mosca, aggiungendo “Il Brasile nel 2021, è stato responsabile per più di 50% del Pil dell’intero sud America, ha una posizione di grande rilevanza nella regione e un ruolo di protagonista anche nello scenario internazionale, non solo a livello economico, ma anche politico”

Renato Mosca de Souza, entrato in carriera diplomatica nel 1990, dopo una serie di incarichi di prestigio sia presso le istituzioni brasiliane che nel mondo accademico, ha proseguito la carriera presso le sedi diplomatiche brasiliane all’estero e, prima di arrivare a Roma lo scorso settembre, è stato Ambasciatore in Slovenia. Nel suo percorso ha ottenuto numerose onoreficenze in Brasile e in altri Paesi dell’area latinoamericana ed europei.

 

Ambasciatore Mosca, il Brasile ha un mercato interno di 220 milioni di abitanti ed un Pil pari ad oltre il 50% di quello dell’intera regione sudamericana. Il 2023 è stato un anno di crescita economica per il Paese?

Secondo le recenti proiezioni del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), il Pil brasiliano crescerà del 3,1% nel 2023, mentre per le Nazioni Unite (Onu), in un suo rapporto, si stima una crescita del 3,3%. È importante sottolineare il notevole miglioramento delle previsioni economiche nel corso dell’anno, con le successive revisioni, in salita, della crescita del paese, che è un riflesso delle politiche del governo del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva e della sua gestione, che sta, con successo, conciliando la crescita con l’equilibrio dei conti pubblici.

Questi risultati dimostrano anche la dinamicità e la forza dell’economia e del sistema produttivo brasiliano, che regge nonostante lo scenario congiunturale internazionale sia di rallentamento, con poca crescita in generale, ed in particolare nei paesi sviluppati (le previsioni di crescita Pil nell’Ue, per il 2023, sono di 0,6%). Senza dubbio che tale prestazione di crescita del Pil è stata favorita da un vivace mercato interno, con una popolazione relativamente giovane (con una media di 35 anni – fonte Censo 2022/Ibge) con più di 200 milioni di persone che sostengono la domanda e il lavoro.

Sesto paese al mondo ricettore di Ide, il Paese sta affrontando migliorie per offrire maggiori opportunità d’ affari e per dare più effi­cienza al processo normativo e tributario. Quali difficoltà incontra un’azienda che intende delocalizzare in Brasile?

Con una robusta crescita economica nel 2023, il paese si presenta come un’opportunità di espansione per le imprese interessate a delocalizzare. Gli indicatori economici positivi sono supportati da un’importante riduzione dell’inflazione, passata dal 10,1% nel 2021 al previsto 3,5% nei prossimi anni. Questa discesa ha permesso alla Banca Centrale di cominciare a ridurre i tassi di interesse, segnalando un ambiente favorevole per gli investimenti. Il Brasile sta vivendo un processo di ristrutturazione con il Nuovo Quadro Fiscale, mirato a contenere l’indebitamento pubblico attraverso il controllo della spesa pubblica. Le nuove regole stabiliscono limiti e obiettivi fiscali annuali, con l’obiettivo ambizioso di eliminare completamente il deficit primario entro il 2024.

 Le politiche del governo del Presidente Lula favoriscono l’insediamento delle imprese nel mercato brasiliano?

Il governo brasiliano sta sostenendo attivamente la riforma fiscale, recentemente approvata dalla Camera dei Deputati, con l’obiettivo di eliminare distorsioni fiscali e ridurre i costi per le aziende. Secondo il Ministero dell’Economia, questa riforma potrebbe generare una crescita aggiuntiva dell’economia compresa tra il 12% e il 20% nei prossimi 15 anni, con la creazione di 7-12 milioni di nuovi posti di lavoro. Il governo guarda inoltre al futuro con il Programma di Accelerazione della Crescita (Pac), che destinerà 325 miliardi di euro per sbloccare progetti, accelerare opere in corso e avviare nuove iniziative. Questo piano, focalizzato sull’efficienza e sulla produttività, prevede la collaborazione con le imprese attraverso concessioni, partenariati pubblico-privati e contratti diretti per migliorare infrastrutture logistiche, incrementare la produzione di energia rinnovabile e sviluppare l’idrogeno verde.  L’approccio responsabile dal punto di vista fiscale e l’impegno per la trasparenza delineati nel Pac sono promettenti per le aziende interessate a investire nel paese. La combinazione di prospettive di crescita economica, stabilità politica in via di rafforzamento e iniziative di respiro internazionale, come il Vertice dell’Amazzonia e la presidenza brasiliana del G20, conferiscono al Brasile un profilo favorevole per le aziende che cercano opportunità di espansione. Il nostro auspicio è che le aziende italiane siano sempre più interessate a fare affari o a stabilirsi in Brasile, aggiungendosi alle altre 1000 aziende già presenti nel Paese.

 Il vostro sistema finanziario è caratterizzato dalla forte presenza del settore pubblico. Come si comporta il settore finanziario privato?

Il settore finanziario privato, composto da banche, cooperative di credito ed altre istituzioni, svolge un ruolo cruciale nel offrire servizi finanziari che soddisfano le specifiche esigenze dei singoli individui, delle aziende e delle organizzazioni. Inoltre, il settore privato è anche responsabile dell’implementazione di programmi specifici, come, per esempio, le linee di credito agevolate per settori strategici dell’economia. Uno dei principali vantaggi del settore finanziario privato brasiliano è la sua flessibilità nel conformarsi alle esigenze del mercato e nella capacità di innovare i suoi prodotti e servizi. Ciò consente una maggiore efficienza e velocità nelle transazioni finanziarie, oltre a permettere una maggiore personalizzazione dei servizi offerti. La Banca Centrale, svolge, inoltre, il ruolo di garante della stabilità del sistema finanziario brasiliano, ed è responsabile della regolamentazione e della supervisione sia delle istituzioni finanziarie pubbliche che private. Il governo, attraverso il Ministero delle Finanze, ha recentemente lanciato l’Agenda delle Riforme Finanziarie per il biennio 2023-2024, con l’obiettivo di promuovere misure di adeguamento fiscale in grado di migliorare il funzionamento del mercato dei capitali e di servizi bancari, il credito, le assicurazioni e anche la previdenza sociale complementare. Si prevede che, attraverso questa agenda, il settore privato potrà implementare delle piccole riforme che, nel loro insieme, avranno un impatto significativo sull’economia brasiliana.

 Brasile-Italia, quali sinergie in campo commerciale?

Il Brasile e l’Italia godono di una significativa relazione commerciale ed economica. Nel 2022, l’Italia si è posizionata al 13º posto come partner commerciale del Brasile a livello mondiale, risultando la 15ª destinazione delle esportazioni brasiliane e il 7º fornitore delle importazioni. Lo scorso anno, le esportazioni brasiliane verso l’Italia hanno registrato una crescita del 24,9%, raggiungendo un valore di 4,8 miliardi di dollari. Al contempo, le importazioni brasiliane dall’Italia hanno raggiunto i 5,5 miliardi di dollari nel 2022. Il commercio è caratterizzato soprattutto dall’importazione di parti e macchinari italiani e dall’esportazione di prodotti di base brasiliani. È, pertanto, necessario migliorare questa situazione al fine di ottimizzare l’interscambio tra i due paesi.  In termini economici, l’Italia occupa la 15ª posizione per quanto riguarda lo stock di investimenti diretti esteri (Ide) in Brasile, nel 2021. Nel periodo compreso tra il 2011 e il 2015, gli investimenti italiani hanno subito una riduzione raggiungendo il minimo di 11,4 miliardi di dollari, ma successivamente sono aumentati fino ad arrivare a 17,7 miliardi di dollari nel 2021. L’Italia si conferma insieme alla Germania come leader europei nel numero di aziende con investimenti diretti in Brasile – Ide del 2020, contando oltre 1000 filiali e stabilimenti produttivi in attività che impiegano circa 150 mila dipendenti diretti.  Nel 2021, circa il 95% dello stock italiano di Investimenti Diretti Esteri in Brasile è stato classificato come “partecipazione azionaria”, con più di un terzo (39%) nel settore “informazione e comunicazione”, un terzo (36,1%) nel settore “elettricità e gas” e solo il 5% in “operazioni intercompany”.

 

Più dell’80% della produzione di energia elettrica pro­viene da fonti rinnovabili, ma il Brasile è anche il nono produttore di petrolio al mondo. Che cosa sta avvenendo in tema di ambiente?

Il tema ambiente e la sostenibilità sono prioritari per il nostro governo. I dati non lasciano dubbi: tra agosto 2022 e luglio 2023, c’è stata una riduzione del 22,3% della deforestazione in Brasile. Tra gennaio ed agosto 2023, la riduzione è stata del 48% rispetto lo stesso periodo del 2022. Ad agosto, il governo brasiliano ha organizzato il Vertice dell’Amazzonia a Belem, in Brasile, con l’obiettivo di avviare una nuova tappa nella cooperazione tra i paesi che ospitano il bioma con l’adozione di una politica comune per lo sviluppo sostenibile della regione. Il Vertice ha riunito capi di stato e ministri degli otto paesi membri dell’Organizzazione del Trattato di Cooperazione dell’Amazzonia (Acto): Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela. Con il nuovo Programma di Accelerazione della Crescita (Pac), annunciato ad agosto il governo brasiliano prevede investimenti di oltre R$ 500 miliardi (circa Eur 94,87 miliardi) nella transizione energetica. Ciò dimostra come il governo brasiliano sia convinto della necessità di lavorare per decarbonizzare l’economia e tutte le filiere produttive, senza trascurare la riduzione della povertà e degli altri squilibri sociali. Il Brasile gioca un ruolo di primo piano nella transizione energetica. Il 48% del mix energetico brasiliano, compresi i combustibili, è rinnovabile, contro meno del 20% nel resto del mondo. Più di 80% dell’energia elettrica prodotta in Brasile è rinnovabile, rispetto al tasso globale del 30%. Il Brasile è il più grande produttore al mondo di etanolo da canna da zucchero; il secondo per l’etanolo in generale; e il terzo per il biodiesel. La sostenibilità del settore energetico in Brasile viene da anni, ma, purtroppo, non è ancora molto conosciuta. Infine, voglio sottolineare che il Brasile ha ancora un enorme potenziale non sfruttato per la generazione elettrica da fonti eoliche e solari. Utilizzeremo questa energia per sviluppare un’industria verde, come annunciato dal presidente Lula al Vertice dell’Amazzonia di agosto. Il Brasile, ad esempio, potrebbe diventare leader nella produzione di idrogeno verde, di fertilizzanti verdi e di acciaio verde.

Adriana Caccia

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