di Adriana Caccia
Anna Maria Anders, da settembre 2019, Ambasciatrice di Polonia in Italia con accreditamento nella Repubblica di San Marino, è una politica e diplomatica, donna di grande esperienza in campo internazionale. Durante l’incontro con l’Ambasciatrice, molti temi economici sono stati discussi, con una nota sulla posizione della Polonia nei confronti del conflitto Russia-Ucraina “Non crediamo ai miracoli in questioni che riguardano la Russia” ha sottolineato l’Ambasciatrice Anders. Per quel che riguarda lo stato dell’economia polacca, l’Ambasciatrice ha sottolineato: “I costi socio-economici della pandemia di Covid-19, delle conseguenze dell’essere – per il secondo anno consecutivo – uno stato in prima linea nella risposta europea all’aggressione russa contro l’Ucraina e del peggioramento della situazione economica in tutta l’Ue, possiamo affermare di avere la migliore situazione economica da molti anni a questa parte”
Ambasciatrice Anders, Secondo Eurostat, la Polonia ha il secondo tasso di disoccupazione più basso d’Europa. Il dato è confermato anche per il 2023?
I dati pubblicati da Eurostat sono per certi versi rivoluzionari. Il tasso di disoccupazione in Polonia è il secondo più basso dell’Unione Europea. Basta pensare che solo 20 anni fa la Polonia era il Paese con la più alta disoccupazione di tutta l’Ue. Un lavoratore su cinque non riusciva a trovare lavoro. Oggi solo 1 su 37 ha questo problema. Ma torniamo alle statistiche di Eurostat. A giugno 2023 il tasso di disoccupazione in Polonia era pari a 2,7%, solo Malta vantava un risultato migliore. I dati parlano chiaro. In 20 anni siamo passati dall’essere il Paese con il tasso di disoccupazione più alto a uno con i tassi più bassi dell’Ue. Da gennaio 2004 a giugno 2023, il tasso di disoccupazione in Polonia è sceso di ben 17,3 punti percentuali. Secondo gli economisti il trend relativo al mercato del lavoro per il 2023 è positivo. Nelle previsioni pubblicate questa primavera, la Commissione Europea valuta che nel 2023 il tasso di disoccupazione in Polonia aumenterà leggermente al 3,3% prima di scendere gradualmente al 3,2% nel 2024.
L’Italia da decenni è un partner commerciale di primissimo piano per la Polonia e gli scambi commerciali fra i due Paesi sono caratterizzati da un forte dinamismo. Ci sono margini di crescita? In quali settori?
L’Italia è uno dei nostri partner commerciali più importanti. Il Bel Paese si afferma come quarto partner commerciale mondiale della Polonia dietro a Germania, Cina e Repubblica Ceca (dati Gus – Ufficio Centrale di Statistica). Nei primi sei mesi di quest’anno le esportazioni polacche verso il mercato italiano hanno superato 8 miliardi di euro, mentre le importazioni polacche hanno raggiunto 8,7 miliardi di euro. L’Italia è il 4° paese fornitore della Polonia a livello mondiale, mentre la Polonia è il 9° mercato di sbocco commerciale dell’Italia. Sul mercato polacco sono presenti più di 2 mila aziende a capitale italiano. Da qui nasce l’ambizione comune di aumentare in modo sostenibile il fatturato commerciale e di creare le condizioni per gli imprenditori per raggiungere tale obiettivo. Nella nostra cooperazione economica bilaterale vogliamo perseguirlo attraverso la collaborazione nei settori a nostro parere più promettenti: innovazione scientifica e tecnologica, transizione energetica, tecnologie verdi, mobilità sostenibile, economia digitale, e-commerce, settore farmaceutico, biomedicale, aeronautico, spaziale, difesa. Tuttavia l’introduzione della Zona di Investimento Polacca (Zip) assieme all’ottima qualità della forza lavoro, basso livello burocratico e una infrastruttura ben sviluppata fanno sì che in Polonia si concentri quasi il 25% del capitale investito da società estere in tutta l’Europa centro-orientale. Siamo convinti che ci siano grandi opportunità per le imprese italiane. Mi auspico che in un futuro non lontano possano partecipare, assieme a quelle polacche, alla ricostruzione dell’Ucraina devastata dalla guerra, assumendo un ruolo chiave nel processo.
Massicci investimenti di società multinazionali insieme all’utilizzo ottimale dei Fondi Europei hanno dato luogo a una sostenuta crescita economica della Polonia. Quali sono i dati del 2023?
La situazione è decisamente migliore del previsto. Tenendo conto dei costi socio-economici della pandemia di Covid-19, delle conseguenze dell’essere – per il secondo anno consecutivo – uno stato in prima linea nella risposta europea all’aggressione russa contro l’Ucraina e del peggioramento della situazione economica in tutta l’Ue, possiamo affermare di avere la migliore situazione economica da molti anni a questa parte. Secondo le ultime previsioni economiche della Ce per il 2023-2024, il Pil della Polonia (3,2%) sarà superiore alla media dell’Ue(2,2%) e dell’Eurozona (2,1%). La Ce indica gli investimenti come uno dei fattori che sostengono la crescita economica di quest’anno. Le tre principali agenzie di rating – S&P, Moody’s e Fitch – hanno confermato il rating della Polonia (rispettivamente A-/A2/A- in ogni caso con outlook stabile).
L’economia polacca ha dimostrato forza, solidità e grande capacità di recupero. Vale la pena riportare le parole del premier Morawiecki che durante il Forum economico di Karpacz ha sottolineato come questo “avanzamento economico” della Polonia venga notato dai media stranieri. La Polonia rimane all’avanguardia tra i Paesi dell’Unione Europea sia per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi comunitari sia per quanto riguarda i loro investimenti e l’implementazione di questi ultimi. Inoltre spiccano le recenti soluzioni fiscali: l’innalzamento della soglia di esenzione dall’imposta e l’abbassamento delle tasse sul reddito al 12%, il che fa diventare la Polonia uno dei paesi con le tasse più basse d’Europa. È interessante notare che siamo considerati uno dei paesi più promettenti al mondo per gli investimenti tecnologici; nella classifica della società di consulenza Kearney “Global Services Location Index 2023” la Polonia si è classificata seconda in Europa.
La principale fonte energetica in Polonia è rappresentata dal carbone. Che tipo di azioni ha intrapreso il Governo a favore della transizione energetica?
L’attuale governo polacco ha fatto della transizione energetica sostenibile e della diversificazione delle fonti energetiche una priorità fin dall’inizio e da anni persegue una politica coerente di sicurezza e sovranità energetica. Lo dimostrano importanti progetti come la Baltic Pipe, l’espansione del terminale Gnl di Świnoujście, gli interconnettori del gas Polonia-Lituania e Polonia-Slovacchia e il terminale Fsru nel Golfo di Danzica. Il nostro obiettivo è quello di costruire industrie moderne e garantire l’accesso a fonti energetiche a basso e nullo contenuto di carbonio. Da oltre 7 anni stiamo sviluppando costantemente il settore delle energie rinnovabili e, nella prospettiva del 2040, vogliamo che le fonti energetiche a zero emissioni rappresentino oltre il 50% della produzione di energia elettrica. La Polonia vuole sviluppare intensamente il suo programma nucleare che prevede la messa in funzione della prima unità nucleare su larga scala nel 2033. Numerosi rapporti di rinomate organizzazioni internazionali indicano che l’energia nucleare a basse emissioni di carbonio è un elemento chiave nel processo di decarbonizzazione ed è necessaria per raggiungere la neutralità tecnologica. Oltre a integrare l’energia nucleare nel mix energetico, stiamo per lanciare tra qualche anno i primi parchi eolici offshore nel Mar Baltico. Accanto all’espansione delle capacità eoliche e solari, vogliamo sviluppare il settore del biogas e del biometano. L’economia polacca dispone di un potenziale significativo nella materia: basti citare il potenziale della produzione di biogas dai rifiuti che è quasi la metà della nostra attuale domanda di gas naturale.
Infine, la nota dolente. A circa un anno e mezzo dall’inizio del conflitto Russia-Ucraina, ancora un “nulla di fatto” per quel che riguarda l’ipotesi di fine della guerra. Lei che cosa ne pensa?
Non posso che rispondere con le parole del nostro ministro degli esteri Zbigniew Rau dicendo che abbiamo tutti la speranza che tra una ventina di anni la Polonia e l’Ucraina saranno alleati nella Nato e nell’Unione Europea e che si adopereranno insieme per fortificare l’alleanza dell’Europa con l’America. Aggiungerei anche che noi non crediamo ai miracoli in questioni che riguardano la Russia. La nostra posizione è sempre realista. L’Ucraina resiste in modo eroico all’attacco russo e la Polonia fornisce sostegno umano, politico, militare affinché sia fermato l’imperialismo russo.
Adriana Caccia
Riproduzione riservata ©
