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Legge di Bilancio 2026, focus tributario per le imprese

Si è svolto a Milano, nella sede di Assolombarda, il convegno “Gli Aspetti tributari per le imprese della Legge di Bilancio 2026”, organizzato in collaborazione con Assonime. L’iniziativa ha offerto un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e esperti sulle principali novità fiscali e il loro impatto su investimenti, competitività e crescita del sistema produttivo.

All’evento sono intervenuti Alvise Biffi, presidente di Assolombarda; Massimo Tononi, presidente di Assonime; e il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, davanti a un pubblico di aziende provenienti da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Hanno portato contributi anche Guido Marzorati, direttore Settore Fisco e Diritto d’Impresa di Assolombarda; Alberto Trabucchi, Condirettore Generale di Assonime; e Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Dal canto suo, il Viceministro Maurizio Leo ha evidenziato che la legge di bilancio contiene interventi strutturali e congiunturali, tra cui l’iper ammortamento fino a settembre 2028, e misure sul reddito d’impresa, la distribuzione dei dividendi e la participation exemption, concepite per efficientare le imprese senza compromettere il controllo dei conti pubblici.

L’incontro ha messo in luce come le novità fiscali incidano direttamente sulla pianificazione strategica delle aziende e sottolinea la necessità di un dialogo continuo tra istituzioni e sistema imprenditoriale per rendere la riforma fiscale coerente con le esigenze di crescita e competitività del Paese.

Secondo Alvise Biffi, “un buon fisco significa regole stabili, semplici e chiare, indispensabili per programmare investimenti e sostenere la competitività. L’evento di oggi permette di discutere non solo le singole misure fiscali, ma la direzione complessiva del sistema tributario. La Legge di Bilancio 2026 introduce correttivi importanti, ad esempio sulle compensazioni, ma permangono criticità sulle nuove regole sui dividendi e sulla Pex, e sull’abrogazione dell’Ires premiale, strumento che avrebbe sostenuto investimenti e crescita di lungo periodo”.

Massimo Tononi ha sottolineato che la manovra si caratterizza per una strategia prudente, attenta all’equilibrio dei conti pubblici, ma “in larga parte insoddisfacente per le imprese, aumentando la complessità della normativa e frammentando gli interventi senza offrire strumenti chiari di semplificazione e stabilità”.

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