Lo Human Development Report è il il rapporto annuale sullo sviluppo umano promosso dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, organizzata da Assicurazioni Generali in collaborazione con l’Università Bocconi.
Il titolo del Report – “A matter of choice: People and possibilities in the age of AI” – sintetizza la questione centrale: l’Intelligenza Artificiale può accelerare il progresso umano oppure ampliare i divari esistenti? La risposta, sottolineano gli autori, non dipende dalla tecnologia in sé, ma dalle scelte politiche, economiche e sociali che ne guideranno lo sviluppo e l’utilizzo.
Ia e sviluppo umano in una fase di rallentamento
L’edizione 2025 si inserisce in un contesto globale caratterizzato da rallentamento del progresso economico, disuguaglianze crescenti, crisi geopolitiche e modelli di crescita sotto pressione. In questo scenario, l’Ia è già parte integrante della vita quotidiana e rappresenta una forza trasformativa capace di ampliare o restringere le opportunità individuali.
Il Report analizza in particolare il contributo che l’Ia può offrire all’espansione delle capacità umane, al benessere e a un progresso più inclusivo. Al centro dell’analisi restano le persone: come l’Ia incide sulle loro vite e sui sistemi economici e sociali in cui operano.
L’evento, che si inserisce nella partnership consolidata tra Generali e Undp per ridurre il divario di protezione nelle comunità vulnerabili attraverso soluzioni innovative di assicurazione e finanziamento del rischio, ha visto gli interventi di Pedro Conceição, direttore dell’Human Development Report Office dell’Undp, del rettore della Bocconi Francesco Billari, della prorettrice Paola Profeta e di Anna Chiara Lucchini, Group Head of Leadership Development and Academy di Generali. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Sironi, presidente di Generali e dell’Università Bocconi.
Tre leve strategiche per un’Ia inclusiva
Il Report individua tre direttrici fondamentali per orientare l’Ia verso un impatto positivo sullo sviluppo umano.
Complementarità tra persone e Ia
L’obiettivo è costruire un’economia in cui l’Ia rafforzi il lavoro umano anziché sostituirlo indiscriminatamente. La collaborazione uomo-macchina deve tradursi in maggiore produttività e qualità del lavoro, evitando effetti di esclusione o precarizzazione.
Innovazione orientata al valore sociale
La ricerca e le applicazioni dell’Ia devono essere guidate da obiettivi pubblici e non esclusivamente di mercato. Ciò implica anche una maggiore inclusione dei Paesi meno sviluppati nelle catene del valore dell’Ia, per evitare una nuova polarizzazione tecnologica globale.
Investimenti nelle capacità umane
Istruzione e sanità sono i pilastri su cui costruire un’adozione equa dell’Ia, Senza competenze adeguate e sistemi di welfare solidi, la tecnologia rischia di amplificare le disuguaglianze anziché ridurle.
Preparare le persone a un mondo “Ai pervasive”
Le conclusioni del Report richiamano l’urgenza di preparare cittadini e lavoratori a vivere in un contesto in cui l’Ia sarà pervasiva. Ciò significa rafforzare pensiero critico, creatività, capacità di giudizio e alfabetizzazione digitale, affinché l’Ia non diventi una scorciatoia cognitiva ma uno strumento di potenziamento delle competenze.
Allo stesso tempo, l’integrazione dell’Ia in ambiti sensibili come sanità ed educazione deve essere trasparente, regolata e monitorata con attenzione all’equità, soprattutto nei contesti a risorse limitate.
Il messaggio chiave è: la tecnologia non è neutrale, ma neppure inevitabile nei suoi effetti. Il futuro dello sviluppo umano nell’era dell’Ia sarà determinato dalle scelte collettive, dalla qualità delle istituzioni e dalla capacità di mettere al centro libertà, competenze e opportunità. In questa prospettiva, l’Ia può diventare una leva strategica per rilanciare il progresso globale – ma solo se guidata da una visione inclusiva e orientata al bene comune.
