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“L’Italia ha portato in Serbia molta esperienza industriale, tecnica e manageriale” Intervista ad Annino De Venezia, Presidente Camera di Commercio Italo-Serba

Punto di riferimento per le aziende italiane e per coloro che hanno deciso di internazionalizzarsi, la Camera di Commercio Italo-Serba festeggerà il proprio giubileo il prossimo anno “Si tratta di un quarto di secolo durante il quale i rapporti con le istituzioni serbe si sono fortemente consolidati” ci spiega il Presedente.

Oltre 1.250 aziende con capitale italiano operano in Serbia, generando circa 50mila posti di lavoro. L’Italia continua a essere un partner prioritario per la Serbia?

In classifica siamo stati collocati al terzo posto, superati da Cina e Germania. Tuttavia, con uno scambio commerciale che ha superato i 5 miliardi di euro nel 2025, l’Italia non è solo un partner prioritario, ma anche necessario per la Serbia.

Abbiamo portato in questo Paese molta esperienza industriale, tecnica e manageriale. L’Italia emerge sicuramente nel settore food, ma anche nella meccanica e nel tessile e nel calzaturiero. Certo, oggi, con la concorrenza dei Paesi nordafricani, la Serbia incontra non poche difficoltà nel sostenere le aziende ad alta intensità di manodopera.

Il focus del commercio bilaterale si sta spostando verso agritech, intelligenza artificiale, transizione energetica e infrastrutture. Quali sono i settori più promettenti per un imprenditore italiano che vuole investire in Serbia?

Il settore della meccatronica italiana potrebbe trovare ampio spazio in Serbia. Ne è prova la recente visita di un’importante associazione del Nord-Ovest italiano, ospitata presso il Parco Tecnologico di Niš grazie al lavoro organizzato dalla nostra Camera di Commercio Italo-Serba, di concerto con la nostra Ambasciata e con Simest.

Più in generale, vedo opportunità interessanti anche nei settori dell’innovazione industriale, dell’automazione, dell’efficienza energetica, dell’agritech e delle infrastrutture, ambiti nei quali le competenze italiane possono offrire un contributo concreto allo sviluppo del mercato serbo.

La maggior parte degli scambi commerciali serbi si svolge con i membri dell’Unione Europea, nonostante la Serbia non faccia parte dell’Ue né dell’Eurozona. Quali prospettive future?

Le prospettive restano molto buone, anche in considerazione del fatto che la Serbia ha accordi di libero scambio con molti Paesi, anche al di fuori della sfera occidentale.

Questa posizione consente alla Serbia di rappresentare una piattaforma interessante per le imprese italiane che desiderano operare non solo nel mercato locale, ma anche in mercati più ampi e diversificati.

Una finestra sull’Europa Orientale è rappresentata dal prossimo Expo 27 che si terrà a Belgrado. La Capitale serba, importante snodo economico e culturale rappresenta sempre più un riferimento vitale per le aziende interessate ad internazionalizzarsi nei prossimi mesi.

Che tipo di supporto offre la vostra Camera di Commercio agli imprenditori dei due Paesi?

Offriamo tutto ciò che occorre affinché l’imprenditore italiano si senta come a casa: dalla raccolta di dati alle indagini di mercato, dalla ricerca di locali produttivi in affitto o in vendita fino alla collaborazione con aziende locali.

La nostra Camera è diventata un punto di riferimento per molte aziende e per coloro che hanno deciso di internazionalizzarsi attraverso un Paese amico, che ha posto le basi affinché l’imprenditoria possa evolversi concretamente, guardando al futuro con fiducia, nonostante le difficoltà del contesto internazionale.

C.V.

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leggi il Reportage Serbia: https://relazioninternazionali-tribuna.com/wp-content/uploads/2026/06/Relazioni_internazionali_Serbia_2026.pdf

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