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L’Italia si propone come ponte diplomatico tra Budapest e Bruxelles, nel segno di una rinnovata coesione europea

Intervista all’Ambasciatore Giuseppe Scognamiglio.

Nel settembre 2025, Giuseppe Scognamiglio ha assunto l’incarico di Ambasciatore d’Italia in Ungheria, Una carriera diplomatica trentennale che lo ha visto coinvolto in molte missioni all’estero, con incarichi di prestigio.

Nel corso della nostra intervista, l’Ambasciatore ha offerto una visione d’insieme delle relazioni bilaterali tra Italia e Ungheria e del ruolo del Sistema Italia nel contesto europeo.

Il governo italiano – ha spiegato il diplomatico – negli ultimi anni ha adottato misure di agevolazione, semplificazione burocratica e sostegno agli investitori stranieri che stanno già producendo risultati significativi, rendendo il nostro Paese più attrattivo che in passato.”

Allo stesso tempo, ha sottolineato come l’Ungheria rappresenti oggi una piattaforma privilegiata per l’espansione verso i mercati dell’Europa centrale e orientale, grazie a una posizione geografica strategica, infrastrutture moderne e un regime fiscale tra i più competitivi d’Europa (9%).

Relazioni economico commerciali e investimenti, l’Italia si colloca all’11° posto come paese investitore in Ungheria. Si può fare di più?

Mentre lo scambio commerciale e’ indubbiamente elevato e sintomatico delle intense relazioni tra Italia e Ungheria, credo invece si potrebbe fare di piu’ in termini di cooperazione industriale e tecnologica, specie in quei settori ad alta tecnologia in cui e l’Italia è all’avanguardia, in Europa e nel mondo, ma di cui qui non si ha piena contezza.

Gli Ide sono sostenuti da un contesto favorevole e da politiche governative mirate, sebbene permangano criticità legate a inflazione e rallentamento del Pil. L’Italia, già tra i principali investitori nel Paese, può rafforzare ulteriormente la propria presenza adottando una strategia integrata basata su innovazione, sostenibilità e cooperazione industriale. Importanti istituti finanziari e compagnie assicurative italiane operano stabilmente sul mercato ungherese, offrendo sostegno agli investimenti e accompagnando le imprese nel loro processo di internazionalizzazione.

Il governo italiano ha adottato negli ultimi anni misure agevolative, di semplificazione burocratica e di assistenza agli investitori stranieri che stanno dando significativi frutti, rendendo il nostro Paese decisamente piu’ attrattivo che in passato.

La posizione strategica e l’infrastruttura avanzata rendono Budapest un centro ideale per nuovi investimenti, quali sono i settori più promettenti per un’impresa italiana che si vuole insediare in Ungheria?

La posizione strategica di Budapest, al centro dell’Europa e lungo i principali corridoi commerciali Ue, la rende un hub ideale per investimenti produttivi e logistici.. Esistono ampie possibilità di sinergia nelle filiere produttive in settori chiave quali manifattura avanzata, agroalimentare, energie rinnovabili, turismo e tecnologie digitali. E se ne possono esplorare di nuove: dalla Blue Economy alla Space Economy.

Il Governo ungherese, attraverso la Hungarian Investment Promotion Agency (Hipa), sostiene con incentivi fiscali e programmi di ricerca i settori strategici dell’automotive e dell’elettrico, puntando a fare dell’Ungheria un hub regionale per la produzione di batterie e veicoli elettrici. Le imprese italiane possono inserirsi nella filiera attraverso opportunità nella subfornitura, impiantistica e infrastrutture di ricarica.

Altri settori ad alto potenziale includono il digitale, l’intelligenza artificiale, il farmaceutico, le biotecnologie e l’agroalimentare, ambiti in cui la collaborazione tecnologica e industriale può consolidare ulteriormente la presenza italiana, promuovendo innovazione, sostenibilità e partenariati locali.

L’Ungheria ha rafforzato i suoi rapporti con la Cina attraverso la partecipazione alla Belt and Road, iniziativa da cui l’Italia è uscita ufficialmente. E’ un’opportunità per le imprese italiane già presenti nel Paese?

La partecipazione dell’Ungheria alla Belt and Road Initiative (Bri) può creare opportunità indirette per le imprese italiane nei settori manifatturiero, logistico, energetico e automotive, a seguito dei grandi investimenti cinesi e del ruolo del Paese come hub logistico dell’Europa centrale.

Nella politica estera ungherese ci sono difficoltà di comprensione con l’Europa. Qual è la posizione dell’Italia?

L’Ungheria segue una politica estera che si discosta sovente dalle posizioni comuni dell’Unione Europea. Questo atteggiamento, che genera difficoltà di coordinamento con Bruxelles e con gli altri Stati membri, potrebbe portare ad indebolire la coesione europea. L’Italia, pur mantenendo relazioni bilaterali costruttive con il governo ungherese, adotta una linea equilibrata e pragmatica, riconoscendo il ruolo di Budapest quale partner strategico in Europa centrale, ma al tempo stesso sostenendo la necessità di un’azione esterna coerente con i valori e le politiche comuni dell’Ue. L’Italia cerca di svolgere un ruolo di ponte diplomatico, volto a promuovere dialogo, cooperazione economica e stabilità regionale, contribuendo a rafforzare la coesione europea in linea con le posizioni comuni dell’Unione europea.

Il Sistema Italia è ben radicato in Ungheria. Attraverso quali iniziative date man forte agli investitori?

Il Sistema Italia in Ungheria sostiene gli investitori attraverso una rete integrata – Ambasciata, Ice, Camera di Commercio Italiana, Sace e Simest – che offre assistenza, consulenza e supporto operativo, analisi di mercato e strumenti finanziari dedicati.

Un ruolo centrale può essere svolto dai Memorandum of Understanding (MoU) e dall’Accordi di Partenariato Strategico, che definiscono aree di cooperazione economica e industriale, facilitano l’accesso ai progetti locali e possono promuovere investimenti congiunti in settori ad alta tecnologia. Questi strumenti, che andrebbero rivitalizzati,  servono ad assicurare un quadro di fiducia e trasparenza, utile a ridurre i rischi per le imprese italiane e a rafforzarne la presenza produttiva e commerciale nel mercato ungherese, favorendo la creazione di sinergie e filiere integrate.

Un dialogo istituzionale costante e un coordinamento più stretto tra  Sistema Italia e  imprese possono consolidare ulteriormente gli scambi, attrarre nuovi investimenti e dischiudere nuove opportunità’ di cooperazione industriale, facendo leva sulle competenze italiane e le eccellenze del Made in Italy.

L.R.

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