il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. ha commentato con favore le nuove decisioni dell’Unione Europea che riguardano il settore agricolo e agroalimentare. In particolare, per i contratti di fornitura di materie prime con durata superiore ai sei mesi sarà possibile inserire una clausola di revisione che permetta di rinegoziare i prezzi in base all’andamento del mercato e alle eventuali variazioni dei costi di produzione.
«È un passo decisivo per garantire agli agricoltori il giusto valore e reddito per il loro lavoro», ha spiegato il ministro, sottolineando come questa misura possa contribuire a rafforzare la posizione degli agricoltori lungo tutta la filiera.
«L’Ue ha preso due decisioni importanti per ricondurre le cose alla normalità», ha dichiarato Lollobrigida. «Si dice basta al “meat sounding”: non potranno essere utilizzate denominazioni tipiche dei prodotti di origine animale per indicare prodotti vegetali, e tantomeno per quelli prodotti in laboratorio. È un successo dell’Italia, che vede riconosciuto a livello europeo il proprio modello agroalimentare e la necessità di tutelare la trasparenza verso i consumatori».
Secondo il ministro, queste scelte rappresentano anche un segnale politico importante a sostegno del settore primario, spesso messo sotto pressione dalle dinamiche del mercato globale e dall’aumento dei costi.
«Quando diciamo che rimettiamo l’agricoltura al centro intendiamo proprio questo: permettere al settore primario di guardare al futuro con sicurezza e vedere riconosciuta l’importanza del proprio lavoro», ha concluso il ministro Lollobrigida, evidenziando come le nuove regole possano rafforzare la tutela delle produzioni tradizionali e migliorare l’equilibrio nei rapporti tra agricoltori, industria e distribuzione.
