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Lombardia, manifattura “Controvento”: 1.633 imprese trainano la crescita generando 33,3 miliardi di ricavi

La manifattura lombarda conferma la propria forza competitiva grazie a un gruppo di imprese capaci di crescere anche in scenari complessi, investire nel cambiamento e trasformare innovazione, organizzazione e capacità manageriale in valore economico.

È quanto emerge dalla settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribisookkk, che individua le imprese manifatturiere con performance superiori alla media per crescita dei ricavi, marginalità e capacità di generare valore.

In Lombardia sono 1.633 le imprese “Controvento”, pari al 7,1% delle aziende manifatturiere regionali, con circa 73.400 occupati. Queste realtà producono complessivamente 33,3 miliardi di euro di ricavi, equivalenti al 10,8% del fatturato manifatturiero lombardo, una quota superiore alla media nazionale.

Il contributo di queste aziende è ancora più significativo sul fronte della redditività: le imprese Controvento lombarde generano 8,8 miliardi di euro di Ebitda, pari al 26,5% dell’Ebitda complessivo della manifattura regionale, e 13,6 miliardi di valore aggiunto, corrispondente al 17,4% del totale del comparto.

L’analisi evidenzia come il fenomeno non sia il risultato di una fase congiunturale, ma rappresenti una trasformazione strutturale del sistema produttivo: le imprese più organizzate, innovative e orientate ai mercati riescono a consolidare un vantaggio competitivo sempre più marcato.

La provincia di Milano si conferma il principale polo delle imprese ad alta performance, con 437 aziende Controvento e quasi 16,5 miliardi di euro di ricavi, circa la metà del valore generato complessivamente dal cluster regionale. Seguono Bergamo, con 288 imprese e 4,8 miliardi di ricavi, e Brescia, con 287 aziende e circa 3 miliardi di euro.

Il fenomeno interessa però l’intera Lombardia, con una presenza significativa anche a Monza e Brianza (125 imprese), Varese (105), Lecco (85), Como (81), Cremona (61), Mantova (53), Pavia (41), Sondrio (36) e Lodi (34).

Uno degli elementi più rilevanti riguarda il progressivo ampliamento del divario tra imprese Controvento e imprese meno performanti. Negli ultimi cinque anni i ricavi medi delle aziende Controvento lombarde sono passati da 11,5 milioni a 20,4 milioni di euro, con una crescita del 77%, segnale di una maggiore capacità di affrontare le trasformazioni del mercato, sostenere gli investimenti e generare valore.

La dimensione aziendale emerge come un fattore favorevole: le grandi imprese del cluster riescono a coniugare struttura e flessibilità, mantenendo capacità di adattamento, presidio delle filiere e forza innovativa.

Dal punto di vista settoriale, il comparto delle apparecchiature elettroniche rappresenta il principale contributo ai ricavi delle imprese Controvento lombarde, con oltre 5,8 miliardi di euro e il 18% del totale. Seguono il settore farmaceutico con 3,7 miliardi, il comparto del metallo con 3,2 miliardi e la chimica con 3 miliardi.

La distribuzione delle imprese mostra invece il peso della manifattura tradizionale evoluta: il settore metallifero conta 441 imprese Controvento, seguito dal machinery con 216 aziende e dalla gomma-plastica con 129.

I dati confermano una trasformazione del modello industriale lombardo, dove la competitività dipende sempre più dal contenuto tecnologico, dalla capacità di innovare e dal posizionamento lungo filiere ad alto valore aggiunto.

L’Osservatorio Controvento nasce dall’analisi dei bilanci aziendali per individuare i fattori strutturali che consentono ad alcune imprese manifatturiere di mantenere risultati superiori alla media. L’edizione di quest’anno integra inoltre nuovi indicatori legati a innovazione e maturità digitale, confermando come la capacità di adattamento tecnologico sia ormai una componente essenziale della competitività.

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