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Lucca, Massa-Carrara e Pisa: cresce la domanda di lavoratori skillati

Nel 2022 le aziende delle province dell’alta Toscana (Lucca, Massa-Carrara e Pisa) hanno aumentato di quasi 10mila unità la domanda di lavoro rispetto al 2021 arrivando nel complesso a 81mila posizioni programmate. Per almeno il 40% di queste, tuttavia, gli imprenditori segnalano di aver avuto difficoltà nel reperirle.

A prescindere dal titolo di studio posseduto dai neo assunti, le doti di flessibilità e adattamento sono ritenute particolarmente importanti almeno per due assunzioni su tre, e il saper lavorare in gruppo per almeno un’assunzione su due.

Le imprese, dal canto loro, hanno aumentato gli investimenti sul “digitale” e per “sviluppare nuovi strumenti di business” mentre per gli investimenti “green” si registra, in alcuni territori, una battuta d’arresto. Da segnalare l’attenzione ancora alta sui propri collaboratori. Crescono infatti, nonostante la fine della pandemia, gli investimenti dedicati all’adozione di nuove regole per la sicurezza sanitaria e il risk management ma anche quelli per adottare strumenti di lavoro agile, questi ultimi, probabilmente, per contrastare il fenomeno della great resignation.

I dati sono stati elaborati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche – ISR relativi all’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in collaborazione con ANPAL su un campione di oltre 5mila imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa con dipendenti.

Nel corso del 2022 le imprese lucchesi con dipendenti operanti nell’industria e nei servizi hanno programmato 34.420 assunzioni, per una crescita del 15% rispetto al 2021 (+4.410 unità). A fronte di questo dato positivo è però cresciuto fortemente il mismatch tra domanda e offerta di lavoratori, con le imprese che hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperimento dei lavoratori richiesti che dal 30% del 2021 arriva, nel 2022, al 40%.

In aumento a Lucca la quota di personale a cui sono richieste specifiche competenze

All’interno di queste evoluzioni, continua la tendenza ad assumere personale dotato di sempre maggiori competenze. In particolare, sono sempre più richieste quelle che riguardano le capacità comportamentali e relazionali dettate dalla personalità dei candidati, le cosiddette competenze “trasversali”, come le capacità di lavorare in gruppo, il problem solving, la flessibilità e l’adattamento.

Le competenze/capacità trasversali che le imprese ricercano nei candidati e considerano di “elevata importanza” sono la flessibilità e l’adattamento (considerata molto importante per il 67% delle assunzioni) e la capacità di lavorare di gruppo (53%). Le aziende lucchesi apprezzano molto anche l’autonomia (39%) e le capacità di problem solving (38%).

Cresce anche la richiesta di competenze legate alle nuove tecnologie e a quelle “green”. Tra le competenze/capacità tecnologiche ritenute importanti assumono particolare rilievo l’utilizzo di competenze digitali (richieste al 19% degli assunti), di linguaggi e metodi matematici e informatici (13%) e il saper applicare tecnologie “4.0” per innovare i processi aziendali (11%).

Particolare attenzione viene posta anche alle competenze green, con il saper applicare soluzioni di risparmio energetico e sostenibilità ambientale ritenuta importante nel 44% dei casi e in aumento di cinque punti percentuali rispetto al 2021. In crescita anche la richiesta di competenze comunicative, con la capacità di rapportarsi agli altri in italiano chiesta al 36% degli assunti e in lingue straniere al 15%.

Nel 2022 accelera il processo di trasformazione digitale delle imprese lucchesi, con una forte crescita degli investimenti per l’adozione di nuove tecnologie. Tutte le voci di investimento rilevate hanno infatti evidenziato un incremento della quota di imprese che vi ha fatto ricorso nel 2022 rispetto alla media del quinquennio 2017-2021.

In particolare, in provincia di Lucca, nell’ultimo anno le imprese hanno incrementato significativamente gli investimenti in tecnologie in grado di migliorare i propri modelli di business: la quota di aziende che ha investito in strumenti di digital marketing è salita al 37% nel 2022 (13 punti percentuali in più rispetto al quinquennio 2017-2021), mentre le imprese che hanno investito in analisi dei comportamenti e dei bisogni dei clienti per la personalizzazione dei servizi offerti è salita dal 25% al 34%.

Sotto l’aspetto tecnologico, restano elevati gli investimenti in connessioni ad alta velocità, cloud, mobile e big data analytics, effettuati dal 37% delle imprese (+7 punti percentuali rispetto alla media 2017-2021), in strumenti software 4.0 per l’acquisizione e la gestione di dati (34%; +3 punti percentuali), nella sicurezza informatica (33%; +6 punti percentuali), ma anche nelle nuove tecnologie di realtà aumentata e virtuale a supporto dei processi produttivi (22%), cresciute di 12 punti percentuali rispetto al quinquennio precedente.

Dal lato organizzativo sono elevati gli investimenti per l’adozione di nuove regole per la sicurezza sanitaria dei lavoratori (41%; +6 punti percentuali), per l’adozione di strumenti di lavoro agile (32%; +8 punti), per il potenziamento dell’area amministrativo/gestionale e giuridico/normativa a seguito della trasformazione digitale (29%; +9 punti) e per l’adozione di sistemi gestionali evoluti per favorire integrazione e collaborazione (29%; +5 punti).

Nel 2022 solo il 16% delle imprese lucchesi ha investito in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale. Un valore al disotto delle medie toscana (23%) e nazionale (24%), ma anche della media del quinquennio 2017-21 (25%). Si tratta tuttavia di un dato che risente del fatto che un numero consistente di imprese ha probabilmente già realizzato investimenti di quel tipo nell’ambito dei piani di incentivazione agli investimenti previsti dalla normativa del periodo.

Tra i diversi comparti, in quello industriale l’attenzione agli investimenti ambientali resta più elevata: un’impresa su cinque ha infatti effettuato investimenti green (21%, in calo tuttavia dal 31% del quinquennio 2017-21) per il contenimento dei consumi energetici e dell’impatto ambientale delle lavorazioni, fattori che risultano particolarmente importanti e strategici per le imprese energivore del territorio, soprattutto il cartario. In forte flessione, invece, le costruzioni dove solo il 9% delle imprese ha dichiarato di aver effettuato investimenti green nel 2022: era il 31% nella media 2017-21.

Anche nei servizi è diminuita la quota di imprese che nel 2022 ha investito in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto ambientale, scendendo al 13% dal 22% del quinquennio 2017-21.

 

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