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Lula sul palcoscenico latinoamericano. Obiettivo: unire un Paese profondamente diviso

La vittoria di Lula ha rappresentato un evento senza precedenti nella storia delle elezioni presidenziali in Brasile. Dal ritorno della democrazia, infatti, non era mai successo che un Presidente in carica non venisse confermato, così come non era mai accaduto che un Presidente ottenesse un terzo mandato

Luiz Inácio Lula da Silva é stato eletto presidente del Brasile per la terza volta, nel 2022, superando Jair Bolsonaro. Il Tribunale superiore elettorale ha ufficializzato la vittoria, con il 98, 86% del totale delle sezioni scrutinate,  Lula ha ottenuto il 50,83% dei voti contro il 49,17% di Bolsonaro.

L’elezione di Lula è il proseguimento una serie di vittorie elettorali delle sinistre nei Paesi della regione, una sorta di omogeneità politica del subcontinente. Nella politica estera dei Paesi latinoamericani l’alternanza tra governi di sinistra e di destra avviene quasi in blocco per via della fine dei mandati che hanno scadenze molto simili. I partiti di destra sono tradizionalmente liberisti, conservatori e allineati agli Stati Uniti, mentre la sinistra nutre in generale una maggiore diffidenza nei confronti del libero mercato e di Washington.

Lula ha cominciato a smantellare pezzo per pezzo l’eredità del suo predecessore, alcuni punti salienti:

  • obiettivo “deforestazione zero” in Amazzonia, entro il 2030
  • programma di sostegno alle famigliemeno abbienti
  • modifica delle leggi sulle armi
  • semplificazione del sistema fiscale
  • unificazione dei dazi regionali sulle vendite in un’unica imposta nazionale sul valore aggiunto
  • creazione di un regime fiscale più moderno con maggiori esenzioni per le persone a basso reddito

I 37 ministri del Governo Lula hanno anche il compito di fare retromarcia sulle privatizzazioni di aziende strategiche, tra cui la compagnia energetica Petrobras, le Poste e l’azienda pubblica delle comunicazioni (Ebc).  L’amministrazione del Presidente intende inoltre rilanciare il ruolo regionale e globale di Brasilia sulla scena internazionale.  Prima economia del Paese più popoloso dell’America Latina, l’ immenso potenziale di Brasilia è limitato soltanto dai problemi interni.

Oggi le prospettive economiche del Brasile hanno molti punti interrogativi e il Presidente cammina su una linea sottile tra il perseguimento di riforme per la crescita e la riduzione della spesa pubblica. Il Paese aveva iniziato il 2023 con l’aspettativa di un rallentamento della crescita economica ma il primo trimestre ha dato qualche segnale positivo, il Pil ha registrato un +1,9% sostenuto dal settore agricolo, mentre il settore dei servizi si è dimostrato più resiliente del previsto.

 

Laura Rinaldi

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