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Mais, il Masaf riunisce la filiera: “Coltura strategica per la sovranità alimentare e la competitività dell’agroalimentare”

È l’obiettivo del Tavolo del mais, convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), che ha riunito rappresentanti delle organizzazioni agricole, della cooperazione, dell’industria sementiera, dello stoccaggio, della mangimistica, della zootecnia, della ricerca e delle amministrazioni pubbliche.

Ad aprire i lavori è stato il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che ha ribadito il ruolo centrale della coltura per il sistema agroalimentare italiano.

“Il mais non è una coltura come le altre. È una materia prima strategica per l’intero sistema agroalimentare italiano”, ha dichiarato La Pietra, sottolineando come dalla disponibilità, dalla qualità e dalla sicurezza di questa produzione dipendano la mangimistica nazionale, gli allevamenti bovini, suini e avicoli e numerose produzioni italiane a denominazione di origine protetta (Dop) e indicazione geografica protetta (Igp).

Secondo il sottosegretario, il progressivo calo della produzione nazionale ha aumentato la dipendenza dalle importazioni, esponendo le imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali, alle tensioni geopolitiche, ai problemi logistici e alla crescente volatilità dei prezzi.

Tra le priorità individuate figurano il recupero delle superfici coltivate, il miglioramento dell’autosufficienza produttiva, il rafforzamento della ricerca varietale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, il sostegno agli investimenti negli impianti di essiccazione e stoccaggio e lo sviluppo di strumenti per la gestione del rischio lungo la filiera.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della normativa europea. Il Masaf ha ribadito la necessità che eventuali nuove regole sulla produzione agricola siano ispirate al principio di reciprocità nei confronti dei prodotti importati dai Paesi terzi. Pur confermando l’importanza della tutela della salute umana e animale, il Governo ritiene che ogni eventuale irrigidimento delle norme debba essere fondato su evidenze scientifiche, accompagnato da una valutazione degli effetti sulla produzione e applicato attraverso controlli equivalenti anche alle merci provenienti dall’estero.

Il Tavolo proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di elaborare proposte condivise per rafforzare la competitività della maiscoltura italiana e ricostruire un rapporto stabile tra agricoltori, mangimisti, allevatori, industria e consorzi di tutela.

“Il Governo Meloni considera il mais una componente della sovranità alimentare nazionale“, ha concluso La Pietra. “Per questo, insieme al ministro Francesco Lollobrigida, abbiamo voluto riunire tutti gli attori della filiera per creare le condizioni affinché questa coltura torni ad avere prospettive economiche, produttive e ambientali coerenti con il suo ruolo strategico per il Paese.”

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