Secondo i dati di VenetoCongiuntura, l’analisi congiunturale realizzata da Unioncamere del Veneto, nel primo trimestre dell’anno la produzione industriale regionale registra una crescita del 3,4% su base annua, confermando la resilienza del sistema manifatturiero locale.
Il risultato assume particolare rilievo alla luce di un contesto globale segnato da tensioni in Medio Oriente, restrizioni commerciali, aumento dei costi energetici e logistici e rallentamento del commercio internazionale. Nonostante queste criticità, tutti i comparti manifatturieri regionali mostrano variazioni positive, sostenuti soprattutto dalla tenuta della domanda estera.
Gli ordinativi evidenziano infatti una dinamica favorevole sia sul mercato interno, in crescita del 2,2%, sia sui mercati internazionali, dove gli ordini aumentano del 3,1%. Un dato che conferma la competitività internazionale della manifattura veneta, tradizionalmente orientata all’export e capace di mantenere quote di mercato anche in una fase di forte incertezza globale.
Più prudente appare invece il comportamento delle imprese sul fronte produttivo. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 70%, segnale di una gestione cauta della capacità produttiva. Molte aziende stanno infatti adottando strategie difensive, concentrando la produzione in cicli intermittenti e incrementando le scorte di magazzino per ridurre il rischio di interruzioni nelle forniture di componenti e materie prime.
Secondo l’indagine, che ha coinvolto circa 2.200 imprese manifatturiere venete con almeno 10 addetti – per un totale di oltre 95mila lavoratori – il clima resta comunque improntato alla prudenza. Le aspettative per il trimestre aprile-giugno indicano infatti una crescita ancora fragile, fortemente influenzata dalle incognite del quadro internazionale.
A preoccupare gli imprenditori sono soprattutto i possibili effetti dell’inflazione sui costi energetici e delle materie prime, oltre alle tensioni lungo le catene globali di approvvigionamento. Il rischio è che il protrarsi delle crisi geopolitiche possa comprimere progressivamente margini, investimenti e fiducia delle imprese.
