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Marchi Storici, nasce il grande circuito del Made in Italy: cento imprese fanno rete

Il patrimonio industriale italiano prova a fare sistema. Nasce infatti il Circuito Nazionale dei Marchi Storici e dei Musei e Archivi d’Impresa, una rete che riunisce oltre cento realtà distribuite lungo tutta la Penisola con l’obiettivo di trasformare la memoria produttiva del Paese in un nuovo motore di sviluppo economico, culturale e turistico.

Il progetto, presentato nel corso dell’Assemblea Generale dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, punta a mettere in connessione musei d’impresa, archivi storici, stabilimenti visitabili, cantine e luoghi simbolo della tradizione manifatturiera nazionale, creando una piattaforma integrata capace di valorizzare uno dei patrimoni più distintivi del Made in Italy.

L’iniziativa nasce in un momento particolarmente favorevole per il comparto. Secondo le rilevazioni di Nomisma e Museimpresa, il turismo industriale ha registrato nel 2025 ben 5,4 milioni di visitatori, dei quali il 42% provenienti dall’estero, generando un valore economico complessivo pari a un miliardo di euro. Numeri che confermano come il settore sia ormai uno dei segmenti più dinamici dell’offerta turistica nazionale.

Una rete per superare la frammentazione

L’obiettivo del nuovo Circuito è superare la frammentazione che caratterizza oggi il patrimonio industriale italiano e costruire una rete riconoscibile, accessibile e coordinata.

In una prima fase operativa si stima un incremento di circa centomila visitatori nei siti aderenti. A regime, il progetto potrebbe attirare oltre trecentomila presenze aggiuntive ogni anno, generando un impatto economico diretto di circa venticinque milioni di euro e un indotto complessivo fino a sessanta milioni di euro.

Tra gli strumenti previsti figurano una piattaforma digitale nazionale, un Atlante dei Marchi Storici e dei Musei d’Impresa e le nuove Heritage Routes del Made in Italy, itinerari tematici destinati a collegare imprese, territori e attrazioni culturali all’interno di un’unica esperienza di visita.

Da patrimonio culturale a infrastruttura economica

Per il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi il progetto rappresenta una vera e propria infrastruttura diffusa capace di ampliare e qualificare l’offerta turistica nazionale, valorizzando autenticità, identità territoriale e tradizioni produttive.

Sulla stessa linea il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha sottolineato come i Marchi Storici rappresentino oggi una leva strategica di sviluppo economico e culturale. Un patrimonio che può contare su oltre mille iscrizioni nel registro nazionale e che racconta la geografia produttiva dell’Italia attraverso aziende che hanno costruito nel tempo valore, innovazione e occupazione.

Un’opportunità per i territori e per i giovani

Secondo l’Associazione Marchi Storici d’Italia, il vero nodo da sciogliere non riguarda più la domanda, già consolidata, ma la capacità di organizzare e rendere visibile l’offerta.

Il nuovo Circuito nasce proprio per favorire la collaborazione tra imprese, istituzioni e territori, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla promozione delle eccellenze locali. Ma non solo.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda infatti la capacità del progetto di attrarre e formare i giovani talenti, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di conoscere da vicino le competenze, le tecnologie e i mestieri che hanno costruito il successo internazionale del Made in Italy.

La cultura d’impresa come valore competitivo

Al centro dell’iniziativa vi è una visione che considera l’impresa non soltanto come soggetto economico ma anche come patrimonio culturale.

Archivi e musei aziendali custodiscono infatti la storia dell’innovazione italiana, raccontano il legame tra attività produttiva e territorio e testimoniano l’evoluzione di settori che hanno reso il Paese competitivo sui mercati internazionali.

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