A marzo 2026, l’indicatore di fiducia dei consumatori registra un abbassamento significativo, passando da 97,4 a 92,6, mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale, da 97,4 a 97,3.
Tra i consumatori, si osserva un diffuso peggioramento delle opinioni, in particolare sulla situazione economica del Paese: il clima economico scende da 99,1 a 88,1, il clima futuro da 93,1 a 85,3, il clima personale da 96,8 a 94,2 e il clima corrente da 100,7 a 98,0.
Per quanto riguarda le imprese, l’indice di fiducia aumenta in tutti i settori analizzati, eccetto il commercio al dettaglio. Nella manifattura e nelle costruzioni il clima sale rispettivamente da 88,5 a 88,8 e da 103,1 a 103,6; nei servizi di mercato aumenta da 102,1 a 102,7, mentre nel commercio al dettaglio cala da 104,9 a 100,6.
Analizzando le componenti degli indici di fiducia, nella manifattura gli imprenditori giudicano in miglioramento il livello degli ordini, ma prevedono una diminuzione della produzione; le scorte di prodotti finiti risultano in calo. Nelle costruzioni tutte le componenti mostrano segnali di miglioramento.
Nei servizi di mercato, emergono giudizi positivi sugli ordini, sebbene le attese siano in calo, e le valutazioni sull’andamento degli affari sono ottimistiche. Nel commercio al dettaglio, tutte le componenti peggiorano.
Infine, secondo le valutazioni degli imprenditori manifatturieri sulla variazione degli investimenti rispetto all’anno precedente, nel 2026 si evidenzia un minore ottimismo rispetto ai livelli registrati nel 2025.
