Poiché gli obiettivi dell’Unione europea in ambito energetico richiedono una quota crescente di fonti rinnovabili, è fondamentale garantire un approvvigionamento sicuro a lungo termine di materie prime critiche. Con la transizione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio, assicurarsi queste risorse ha assunto un ruolo strategico per l’Ue. Una prossima relazione di audit della Corte dei conti europea, in uscita a febbraio, valuterà l’azione dell’Ue in materia e analizzerà gli obiettivi di diversificazione delle importazioni, aumento della produzione interna e miglioramento del riutilizzo e del riciclaggio. Batterie agli ioni di litio, elettrolizzatori, turbine eoliche, pannelli fotovoltaici, pompe di calore… tutte queste tecnologie sono essenziali per la transizione energetica e richiedono materie prime come litio, cobalto e terre rare, note come critiche per la loro rilevanza economica e i rischi di approvvigionamento. Tuttavia, delle 26 materie prime critiche identificate, l’Ue dipende in misura significativa o esclusiva da paesi terzi, mentre la capacità di estrazione e trasformazione interna è limitata e il tasso di riciclaggio risulta basso o inesistente in diversi casi.
Per rispondere a questa situazione, l’Ue ha adottato diverse iniziative, a partire dal Piano d’azione per le materie prime critiche del 2020, volto a garantire accesso sostenibile e resilienza alla dipendenza, fino al Regolamento sulle materie prime critiche del 2024, che fissa quattro sotto-obiettivi da conseguire entro il 2030. L’Ue punta a estrarre almeno il 10% e trasformare almeno il 40% del consumo annuo di materie prime strategiche entro il 2030, mentre per diversificare le importazioni si propone di non superare il 65% del consumo annuo proveniente da un singolo paese terzo. Inoltre, mira a sviluppare la capacità di riciclare almeno il 25% del consumo annuo di materie prime strategiche. I progetti strategici selezionati dalla Commissione europea riceveranno accesso agevolato ai finanziamenti e tempi più rapidi per rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento.
Resta da verificare se l’azione dell’Ue riuscirà a garantire un approvvigionamento sicuro e duraturo delle materie prime critiche necessarie alla transizione energetica. La relazione dell’audit, prevista per febbraio, analizzerà se l’Ue sta perseguendo correttamente gli obiettivi per il 2030, valutando la capacità di diversificare le importazioni, ridurre le dipendenze, rafforzare l’estrazione e trasformazione interna e migliorare la circolarità. Il documento sarà pubblicato sul sito Internet della Corte dei conti europea.
