La visita degli esperti europei rappresenta un passaggio rilevante nella candidatura italiana sostenuta dal governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito delle politiche europee.
Nel corso della missione si sono svolti sopralluoghi nell’area industriale veneziana e incontri tecnici con rappresentanti istituzionali e stakeholder coinvolti nello sviluppo del progetto. Al centro della valutazione della Commissione vi è la possibilità di trasformare Porto Marghera in un nodo strategico europeo per la gestione e lo stoccaggio delle materie prime critiche, considerate essenziali per settori come batterie, tecnologie digitali, difesa, energie rinnovabili e automotive.
La candidatura di Porto Marghera si fonda su un ecosistema industriale e logistico consolidato. L’area conta oltre 1.400 imprese attive e un valore della produzione stimato in circa 15 miliardi di euro, oltre a una storica specializzazione nella chimica industriale, nella logistica avanzata e nelle attività di trasformazione e riciclo delle materie prime critiche.
A rafforzare il progetto contribuisce anche la posizione strategica del sito nella rete europea dei trasporti Ten-T, lungo l’intersezione dei corridoi Adriatico-Baltico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo. Una collocazione che potrebbe trasformare Porto Marghera in uno snodo centrale per l’approvvigionamento europeo di materiali strategici, in una fase caratterizzata dalla crescente competizione globale sulle risorse critiche.
Alla missione tecnica hanno partecipato, oltre ai funzionari del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Matteo Gasparato, l’assessore regionale allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci, rappresentanti istituzionali del territorio veneziano e una delegazione del Quadrante Europa, insieme agli stakeholder industriali coinvolti nel progetto.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle strategie europee sulle materie prime critiche, considerate sempre più decisive per ridurre la dipendenza dell’Unione europea dalle forniture esterne, in particolare da Cina e altri Paesi extraeuropei. La realizzazione di hub logistici e industriali dedicati viene infatti considerata una delle leve fondamentali per rafforzare l’autonomia strategica europea e garantire maggiore resilienza alle filiere produttive continentali.
La missione della Commissione segue il sopralluogo effettuato lo scorso 8 maggio dal ministro Urso nell’area di Porto Marghera, durante il quale erano stati avviati confronti con imprese, organizzazioni sindacali e categorie produttive del porto di Venezia sul possibile sviluppo del progetto.
“L’Italia è in campo con un progetto ambizioso, che la Commissione europea sta ora valutando. Puntiamo a vedere riconosciuto all’Italia un ruolo di capofila in Europa su una partita decisiva per la competitività, la sicurezza economica e l’autonomia produttiva”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.
