Promos Italia, l’Agenzia Nazionale del Sistema Camerale per l’Internazionalizzazione delle Imprese, ha condotto un’indagine su circa 800 imprese italiane che negli ultimi hanno realizzato iniziative in Paesi del Medio Oriente, o che hanno manifestato interesse verso l’Area. Di queste, 97 hanno risposto alla survey.
A pesare non è tanto un crollo della domanda, quanto un clima diffuso di incertezza che congela decisioni e investimenti. È quanto emerge dall’indagine condotta da Promos Italia su un campione di aziende impegnate nei mercati della regione.
Oltre il 70% delle imprese segnala un impatto significativo della crisi in atto, con il 37% che lo giudica molto elevato. Tuttavia, il vero nodo non sono i costi o le difficoltà operative, ma la prevedibilità del mercato. L’81,5% delle aziende indica infatti l’incertezza degli ordini come principale criticità, ben prima dell’aumento dei costi logistici o delle problematiche nelle forniture.
Si tratta di una dinamica che ridefinisce il quadro: non una contrazione netta, ma una fase di attesa. Il 63% delle imprese rileva un allungamento dei tempi decisionali da parte di clienti e partner, mentre solo una minoranza registra un calo effettivo degli ordini. In altre parole, il business non si ferma, ma si muove più lentamente.
Di fronte a questo scenario, le strategie aziendali si fanno più prudenti. Il 40,7% mantiene invariata la propria presenza nell’area, mentre molte imprese puntano sulla diversificazione dei mercati o rinviano investimenti. È una gestione difensiva del rischio, che punta a preservare il posizionamento senza esporsi eccessivamente.
Guardando avanti, prevale una visione cauta: tre imprese su quattro temono un aumento dell’instabilità geopolitica e oltre il 60% prevede effetti duraturi su costi energetici e dinamiche della domanda. Il Medio Oriente resta un mercato strategico, ma sempre più complesso.
“Questa indagine conferma come le tensioni in Medio Oriente stiano incidendo sull’attività delle imprese italiane, non tanto attraverso un calo immediato della domanda, quanto piuttosto generando un clima diffuso di incertezza che rallenta le decisioni e allunga i tempi del business – dichiara Giovanni Rossi, Direttore Generale di Promos Italia – Le aziende non stanno abbandonando questi mercati, che restano strategici, ma stanno adottando un approccio più prudente, rinviando investimenti e diversificando le proprie direttrici di sviluppo. In questo contesto, il ruolo del sistema pubblico diventa ancora più centrale: è necessario affiancare le imprese non solo con strumenti di accompagnamento all’export, ma anche con misure concrete a sostegno della competitività, in particolare sul fronte dei costi energetici, logistici e dell’accesso al credito.”

Dissesto idrogeologico priorità nazionale