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Oggi, 27 agosto, si conclude la 46ma edizione del Meeting e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta per la prima volta da presidente del Consiglio per toccare con mano se è ancora solido quell’attestato di fiducia che le aveva attribuito il Meeting nel 2022, con le imminenti elezioni politiche che l’avrebbero portata a Palazzo Chigi.
La platea ha accolto la Premier con lunghi applausi, una standing ovation. “Per me è un piacere e un onore essere qui oggi. Ho sempre guardato al Meeting con ammirazione: è la piazza del dialogo per eccellenza”, ha esordito la Premier nel suo discorso.
Questioni internazionali fra guerre e dazi
Meloni nel suo discorso ha spaziato tra le crisi internazionali all’intesa sui dazi, fino agli impegni che attendono il governo alla ripresa, a partire dalla manovra.
“Spiragli di dialogo nella guerra grazie a mediazione di Trump e al coraggio del popolo ucraino” ha detto a proposito di Ucraina mentre su quel che accade a Gaza: “Israele fermi attacchi e espansione dei coloni in Cisgiordania”
Infine sull’Europa “L’Ue è sempre più condannata all’irrilevanza geopolitica, incapace di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste da Cina e Usa come, ha giustamente rilevato Mario Draghi da questo palco”.
Tre anni fa Meloni era con gli altri leader pronti a sfidarsi alle elezioni di settembre. L’invito le era stato reiterato anche due anni dopo per l’edizione 2024 ma in quell’occasione lo spazio al Meeting di Rimini fu occupato dai due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Quest’anno Tajani è intervenuto, domenica scorsa, mentre Salvini toccherà per ultimo il palco, nel tardo pomeriggio, dopo l’intervento della premier.
