A cinque anni dalla prima analisi, la Corte dei conti europea presenterà il 19 gennaio un aggiornamento sulla situazione dei principali megaprogetti transfrontalieri nei trasporti, valutando se i miliardi di investimenti previsti siano sulla strada giusta per funzionare a pieno regime entro il 2030.
La rete transeuropea dei trasporti (Ten-T) rappresenta il pilastro della mobilità europea, comprendendo infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, aeree e per vie navigabili interne, con progetti essenziali per migliorare connettività, eliminare strozzature e facilitare la mobilità tra Stati membri. Nel 2020 la Corte aveva auditato otto megaprogetti con finanziamenti Ue pari a 7,5 miliardi di euro: quattro ferroviari (Rail Baltica, collegamento Lione-Torino, galleria di base del Brennero, linea Y basca), una via navigabile (Senna-Schelda), un progetto autostradale (A1 in Romania) e due collegamenti multimodali (Fehmarn Belt tra Danimarca e Germania, collegamento ferroviario E59 a strutture portuali in Polonia), coinvolgendo 13 Stati membri tra cui Belgio, Germania, Italia, Spagna e Polonia.
All’epoca la Corte aveva segnalato che il completamento della parte centrale della rete entro il 2030 era a serio rischio, evidenziando problemi come priorità e sforzi finanziari differenti tra i Paesi, previsioni di traffico ottimistiche o poco coordinate, controllo insufficiente della Commissione europea e attuazione inefficiente con forti ritardi e aumenti dei costi. Il nuovo aggiornamento analizzerà gli sviluppi intervenuti negli ultimi cinque anni, con particolare attenzione a tempi e costi dei singoli progetti, e fornirà una valutazione chiara sull’effettiva possibilità di rispettare le scadenze e garantire la sostenibilità economica e finanziaria della Ten-T.
