L’appuntamento rappresenta, di fatto, una ricognizione sull’azione di governo nell’ultimo anno e una proiezione sulle priorità dei prossimi mesi. Un format consolidato, che in passato è servito a delineare le linee guida dell’esecutivo su economia, riforme istituzionali e politiche interne.
40 le domande a conferma dell’ampiezza del confronto. Al centro del dibattito figurano i temi di maggiore impatto politico ed economico: dal possibile referendum costituzionale sulla giustizia alle riforme istituzionali, come il premierato e la legge elettorale, passando per l’autonomia differenziata e le altre riforme che il governo punta a portare a compimento entro la fine della legislatura. Ampio spazio anche ai temi economici e sociali: tasse, lavoro, sicurezza, immigrazione e sanità.
Lavoro, demografia e giustizia: i punti salienti
Sul fronte occupazionale, Meloni ha aperto a un ragionamento sul salario di primo ingresso, indicando la necessità di favorire l’accesso dei giovani al mercato del lavoro senza penalizzare la competitività delle imprese. Preoccupazione anche per i dati sulla natalità, definiti «non incoraggianti»: la premier ha annunciato nuove misure di sostegno alle famiglie, in un’ottica di tenuta sociale e sostenibilità economica di lungo periodo.
Sul dossier giustizia, Meloni ha rivendicato la legittimità di «chiedere conto alle toghe di scelte che mettono a rischio la sicurezza», confermando la centralità della riforma nell’agenda dell’esecutivo. Ha inoltre escluso elezioni anticipate e dimissioni nel caso di bocciatura popolare della riforma, precisando che, in presenza di una chiusura delle opposizioni in Parlamento, la legge elettorale potrebbe essere approvata a maggioranza.
Quanto ai rapporti istituzionali, la presidente del Consiglio ha sottolineato: «Con Mattarella i rapporti sono ottimi, anche se non siamo d’accordo su tutto. Quando c’è da difendere la Nazione, lui c’è».
Economia, agricoltura e commercio internazionale
Sul fronte commerciale, Meloni è tornata sull’accordo Mercosur, affermando che l’Italia ha dato il proprio via libera «avendo ottenuto garanzie per gli agricoltori». Un passaggio rilevante per il sistema produttivo nazionale, in particolare per il comparto agroalimentare, da tempo preoccupato per l’impatto dell’intesa sulla concorrenza e sugli standard di qualità.
Politica estera: Europa, Russia e Medio Oriente
In ambito internazionale, la premier ha condiviso la posizione del presidente francese Emmanuel Macron, sostenendo che «è ora che l’Europa parli con la Russia», ribadendo la necessità di un ruolo più autonomo e politicamente incisivo dell’Unione europea nello scenario geopolitico.
Sui rapporti con gli Stati Uniti, Meloni ha rimarcato l’approccio diretto nei confronti dell’ex presidente Donald Trump: «Quando non sono d’accordo lo dico a lui», sottolineando che il confronto rientra in un dibattito fisiologico all’interno della maggioranza.
Uno sguardo anche al Medio Oriente: la presidente del Consiglio non ha escluso una partecipazione italiana a una forza multinazionale, qualora si creassero le condizioni politiche e operative, confermando l’attenzione dell’Italia agli equilibri di sicurezza regionali.
Venezuela e Groenlandia
Sul Venezuela, la Presidente del Consiglio ha adottato toni critici, affermando che «nel mondo della sinistra la realtà si piega all’ideologia», un riferimento alla lettura internazionale della crisi politica e democratica del Paese sudamericano.
Infine, sulla Groenlandia, la Premier ha annunciato che entro gennaio il ministro degli Esteri Antonio Tajani presenterà una strategia italiana, segnale dell’interesse crescente verso l’area artica e le sue implicazioni geopolitiche ed economiche.
