L’iniziativa rientra nella strategia dell’Unione dei risparmi e degli investimenti (Siu) e punta a creare un sistema finanziario più integrato, efficiente e competitivo, offrendo ai cittadini opzioni migliori per accrescere la loro ricchezza e sostenere le imprese nell’accesso ai finanziamenti.
Nonostante i progressi recenti, i mercati finanziari europei restano frammentati e di piccole dimensioni, con una capitalizzazione di mercato pari al 73% del Pil Ue nel 2024, rispetto al 270% degli Stati Uniti. Differenze nei requisiti e nelle pratiche nazionali limitano le operazioni transfrontaliere, riducendo opportunità per cittadini e imprese e incidendo sulla competitività dell’Ue.
Il pacchetto mira a rimuovere ostacoli e sfruttare le economie di scala, consentendo ai partecipanti di operare in modo più fluido tra gli Stati membri. Tra le misure: rafforzamento del passaporto per mercati regolamentati e depositari centrali di titoli (Csd), introduzione dello status di “operatore paneuropeo del mercato” (Pemo) per semplificare strutture societarie e licenze, e razionalizzazione della distribuzione transfrontaliera dei fondi di investimento (Oicvm e Fia).
Un altro obiettivo è facilitare l’innovazione, eliminando ostacoli normativi legati alle tecnologie di registro distribuito (Dlt). Il pacchetto modifica il regolamento pilota Dlt per aumentare proporzionalità, flessibilità e certezza del diritto, incentivando l’adozione di nuove tecnologie nel settore finanziario.
Il pacchetto punta inoltre a razionalizzare e rafforzare la vigilanza, affrontando incoerenze derivanti da approcci nazionali frammentati e trasferendo all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) competenze di vigilanza diretta su infrastrutture di mercato significative, controparti centrali, Csd e fornitori di servizi per cripto-attività (Casp). L’Esma vedrà potenziato il suo ruolo di coordinamento nel settore della gestione patrimoniale.
Infine, il pacchetto prevede semplificazione e riduzione degli oneri attraverso la conversione di direttive in regolamenti, la razionalizzazione dei poteri di livello 2 e la limitazione delle discrezionalità nazionali, con l’obiettivo di evitare sovraregolamentazione e migliorare l’efficienza complessiva del mercato unico.
