È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio del Centro Agroalimentare Roma (Car), che segnala costi di trasporto e logistica in crescita, con effetti diretti sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli.
Secondo l’Osservatorio Prezzi del Car, il clima di incertezza geopolitica si somma a una ridotta disponibilità di prodotto proveniente dal Sud Italia. Mentre le raccolte in serra stanno terminando, le produzioni in pieno campo registrano ritardi significativi a causa delle condizioni meteorologiche avverse dei mesi scorsi, contribuendo a spingere verso l’alto le quotazioni di numerosi prodotti base della dieta mediterranea.
Tra gli aumenti più evidenti figurano alcune produzioni orticole siciliane. I pomodori a grappolo sono passati da 1,40 a 2,30 euro al chilogrammo, mentre i pomodorini ciliegini hanno raggiunto 2,40 euro al chilogrammo. Incrementi anche nel comparto delle verdure: le zucchine scure salgono fino a 1,30 euro al chilogrammo, mentre i peperoni arrivano a 3 euro al chilogrammo.
I prezzi restano elevati anche nonostante l’arrivo delle prime primizie primaverili. Gli asparagi pugliesi raggiungono quotazioni fino a 6 euro al chilogrammo, mentre i carciofi romaneschi locali arrivano a 1,20 euro al pezzo, contro una media stagionale di circa 0,60 euro.
Sul fronte della frutta, le temperature miti stanno sostenendo la domanda di fragole, con prezzi che per le produzioni di qualità provenienti dalla Basilicata arrivano fino a 4,50 euro al chilogrammo.
Situazione diversa invece per gli agrumi: il comparto risente della fase finale della stagione delle arance Tarocco siciliane, con quotazioni intorno a 1,60 euro al chilogrammo. Restano invece di buona qualità gli ultimi volumi di mandarini nazionali provenienti dalla Costiera e dalla Sicilia, con prezzi compresi tra 1,50 e 1,80 euro al chilogrammo.
