Nel mese di gennaio, il mercato delle autovetture risulta in crescita rispetto allo stesso mese del 2022. Nel periodo sono state immatricolate oltre 128mila autovetture, con un aumento del 19% rispetto a gennaio 2022. Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione, le autovetture a benzina chiudono gennaio in crescita del 15,5%, con una quota di mercato del 26,6%. In aumento anche le autovetture diesel (+21,4% su gennaio 2022) e con una market share del 18,8%. Le immatricolazioni delle auto ad alimentazione alternativa rappresentano il 54,6% del mercato del solo mese di gennaio, con volumi in aumento rispetto allo stesso mese del 2022 (+20,0%). Le autovetture elettrificate rappresentano il 44,0% del mercato di gennaio, anch’esse in aumento (+20,5%). Tra queste, le ibride mild e full aumentano del 24,7% nel mese e registrano una quota di mercato del 36,7%. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili incrementano del 3,2% nel mese (quota di mercato: 7,3%): tra queste, le auto elettriche hanno una quota del 2,6% e diminuiscono dell’ 8,7% nel mese, mentre le ibride plug-in aumentano dell’11,1% e rappresentano il 4,7% del mercato di gennaio. Infine, le autovetture a gas rappresentano il 10,5% dell’immatricolato del primo mese del 2023, di cui il 10,3% è composto da autovetture Gpl (+31,8%) e lo 0,2% da autovetture a metano (-79,5%)
A gennaio 2023, la Francia è il mercato con la maggior quota di autovetture ricaricabili nei 5 major market (22,3% del mercato). La Francia, a part merito con l’UK è anche il paese con la quota più alta per quanto riguarda le elettriche (13,1% del mercato). Il Regno Unito è il mercato con la più bassa quota di autovetture diesel, con il 4%, e con la più alta di benzina (44,7%, seguita dalla Spagna al 40,3%). L’Italia è il paese con la quota più alta di autovetture ibride non ricaricabili (36,7%) e gas (10,5%). Infine, la Germania ha la quota maggiore per le auto diesel (21,9%).
Secondo Istat, nel quarto trimestre del 2022 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e cresciuto dell’1,7% in termini tendenziali. Il quarto trimestre del 2022 ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al quarto trimestre del 2021. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi registrano una crescita. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno positivo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2022 è pari a +0,4%. Sul fronte del mercato del lavoro, a dicembre 2022, rispetto al mese precedente, aumentano occupati e disoccupati mentre diminuiscono gli inattivi. L’occupazione cresce (+0,2%, pari a +37mila) per uomini, donne, dipendenti permanenti, autonomi e per tutte le classi d’età a eccezione dei 25-34enni, tra i quali diminuisce; risultano in calo anche i dipendenti a termine. Il tasso di occupazione sale al 60,5% (+0,1 punti). Il numero di persone in cerca di lavoro cresce (+0,1%, pari a +2mila unità rispetto a novembre) tra le donne, i 25-34enni e i maggiori di 50 anni. Il tasso di disoccupazione totale è stabile al 7,8%, quello giovanile cala al 22,1% (-0,5 punti).
A gennaio 2023 si stima una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 102,5 a 100,9) e un aumento dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 107,9 a 109,1). Tutte le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori sono in peggioramento eccetto le aspettative sulla situazione economica generale e quelle sulle disoccupazione. I quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti riflettono le variazioni registrate dalle singole variabili: il clima economico e il clima futuro aumentano (rispettivamente da 106,3 a 107,6 e da 108,2 a 108,6); il clima personale e quello corrente calano, nell’ordine, da 101,2 a 98,6 e da 98,6 a 95,7. Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia migliora in tutti i comparti ad eccezione del commercio al dettaglio. In particolare, i servizi di mercato e le costruzioni registrano gli incrementi più marcati (l’indice passa da 102,4 a 104,2 e da 156,6 a 158,8 rispettivamente); nella manifattura si stima un aumento dell’indice da 101,5 a 102,7 mentre nel commercio al dettaglio la fiducia è in peggioramento (l’indice passa da 112,4 a 110,3). L’indagine ISTAT sulle intenzioni di acquisto di un’autovettura nuova nei prossimi 12 mesi, evidenzia un minimo decremento delle risposte «sì» e «certamente sì» a gennaio al 9,3 % rispetto al 9,4% di ottobre. Le risposte «certamente no» rimangono invariate all’ 83,4%.
A novembre 2022, secondo il FMI, il prezzo medio del petrolio cala leggermente ed è quotato a 86,54 Usd, dai 90,74 Usd al barile di ottobre. A giugno 2022 il prezzo medio del petrolio aveva raggiunto il picco di 115 Usd al barile. Prezzi carburanti in Italia e consumi di carburante. A gennaio 2023, rispetto al mese di dicembre 2022: o il prezzo della benzina incrementa da € 1,663 a € 1,881 al litro o il prezzo del gasolio per autotrazione aumenta da € 1,727 a €1,834 o il prezzo del Gpl incrementa da € 0,778 a € 0,801 al litro Rispetto a gennaio 2022, il prezzo medio dei carburanti risulta in netta crescita per diesel e benzina: rispettivamente +15,2% e +3,9%. Per quanto riguarda il Gpl, invece si registra una diminuzione del 2,1%. Dietro il calo del prezzo dei carburanti c’è soprattutto la riduzione delle accise, da aprile 2022, che ha portato ad un minore peso della componente fiscale sul prezzo finale. IVA e accise hanno pesato sul prezzo medio alla pompa di gennaio per il: o 57,8% per la benzina senza piombo (era 52,8% a dicembre) o 50,9% per il gasolio autotrazione (45,1 % a dicembre) o 36,4% per il GPL (33,3% a dicembre) A dicembre 2022 (ultimo dato disponibile), visto il confronto con dic. 2021, si registrano le seguenti variazioni nei consumi di carburante: benzina senza piombo +4,0% nel mese, e +11,2% nell’anno, diesel -5,9% nel mese e +3,8% nel cumulato e Gpl +1,7% nel mese e -1,6% nel cumulato.
