Nel 2025 le assunzioni previste di immigrati sfiorano 1,36 milioni, pari al 23,4% del totale. Circa un nuovo assunto su quattro è straniero. L’aumento è particolarmente marcato rispetto al periodo pre-Covid e segna un raddoppio degli ingressi rispetto al 2019.
Secondo le analisi dell’ufficio studi di Cgia di Mestre, nel mercato del lavoro, i settori con maggiore incidenza di stranieri sono l’agricoltura (42,9%), il tessile-abbigliamento-calzature (41,8%) e le costruzioni (33,6%). In valori assoluti guida la ristorazione con oltre 231mila ingressi, seguita dai servizi di pulizia e dall’agricoltura.
I lavoratori dipendenti extracomunitari in Italia sono circa 2,2 milioni e risultano particolarmente concentrati in Emilia-Romagna (17,4%), Toscana e Lombardia (16,6% entrambe).
La distribuzione occupazionale è influenzata soprattutto da reti migratorie, domanda locale di lavoro, difficoltà linguistiche iniziali e mancato riconoscimento dei titoli di studio esteri.
A livello territoriale emergono forti differenze. Nel 2025 l’incidenza più alta di assunzioni straniere si registra nella provincia di Trentino-Alto Adige (31,5%), seguita da Emilia-Romagna (30,6%) e Lombardia (29,2%).
Tra le province, spicca Prato con un tasso del 55,5% di neoassunti stranieri, seguita da Gorizia e Piacenza (39,7%), Matera (36,4%) e Bolzano (35,1%).
In termini assoluti, le aree con più assunzioni previste sono Milano (141.790 ingressi), Roma (96.660) e Verona (42.000).
