L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, cresce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua, mentre nello stesso periodo il Pil aumenta dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1% rispetto al secondo trimestre del 2025.
Gli occupati, al netto degli effetti stagionali, salgono a 24 milioni 363 mila, con un incremento di 155 mila unità, pari allo 0,6%, rispetto al primo trimestre. La crescita riguarda sia i dipendenti a tempo indeterminato, aumentati di 120 mila unità, sia quelli a termine, in aumento di 18 mila, mentre gli indipendenti crescono di 17 mila. Nello stesso periodo aumentano anche i disoccupati, di 31 mila unità, mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono di 185 mila.
Il tasso di occupazione raggiunge così il 63,1%, in aumento di 0,4 punti in tre mesi. Il tasso di disoccupazione sale al 5,6%, mentre quello di inattività scende al 33%. Nei dati provvisori di luglio, rispetto a giugno, il numero degli occupati e il relativo tasso risultano stabili, mentre il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,1 punti e quello di inattività resta invariato.
Nel confronto con il secondo trimestre del 2025 prosegue, con maggiore intensità rispetto al periodo precedente, la crescita degli occupati, che aumentano di 246 mila unità, pari all’1%. L’incremento interessa i dipendenti a tempo indeterminato, in crescita dell’1%, e soprattutto gli indipendenti, che segnano un aumento del 2,4%, mentre i dipendenti a termine diminuiscono dell’1,2%.
Nello stesso arco temporale continua la riduzione dei disoccupati, diminuiti di 167 mila unità, pari al 9,8%, mentre tornano a calare gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, in diminuzione di 140 mila unità. Anche i principali tassi riflettono il miglioramento del quadro: quello di occupazione sale al 63,4%, quello di disoccupazione scende al 5,9% e quello di inattività si porta al 32,5%.
Dal lato delle imprese, nel secondo trimestre le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. La crescita è più contenuta per il tempo pieno (+0,2%) rispetto al tempo parziale (+0,5%), che rappresenta il 28,9% delle posizioni. Su base annua, le posizioni dipendenti aumentano dell’1,3%, con una dinamica analoga per le componenti a tempo pieno e parziale.
Particolarmente positiva è la dinamica delle posizioni in somministrazione, in aumento del 2% sul trimestre precedente e del 3% su base annua. Continua a crescere anche il lavoro intermittente, con un incremento dell’1,3% in termini congiunturali e del 6,7% su base annua. Aumentano inoltre le ore lavorate per dipendente, dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% rispetto a un anno prima.
Il ricorso alla cassa integrazione diminuisce di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre del 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti si attesta invece all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia nel confronto tendenziale.
Continua infine a crescere il costo del lavoro, che per unità di lavoro equivalente a tempo pieno aumenta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. L’incremento è sostenuto dalla crescita delle retribuzioni (+0,4%) e dei contributi sociali (+0,8%). Su base annua il costo del lavoro aumenta del 2,8%, con una dinamica più sostenuta per i contributi sociali (+3,4%) rispetto alle retribuzioni (+2,7%).
