Secondo lo studio, l’aumento interessa tutte le macro-aree italiane, ma risulta particolarmente marcato nel Sud e nelle Isole. Nel Mezzogiorno il tempo medio di vendita è passato da 5,2 a 5,9 mesi, con un incremento del 13 per cento, mentre nelle Isole è salito da 5,6 a 6,2 mesi (+11 per cento).
È quanto emerge da un’analisi di Immobiliare.it Insights, la società di data intelligence del gruppo Immobiliare.it, che ha esaminato l’andamento dei tempi di vendita degli immobili nelle principali aree del Paese e nei maggiori centri urbani.
Incrementi più contenuti si registrano nel Nord-Ovest e nel Centro, dove il Time to sell è aumentato da 5,2 a 5,4 mesi. Il Nord-Est si conferma invece l’area più dinamica del mercato immobiliare italiano, con tempi medi di vendita pari a 5,2 mesi, nonostante un lieve aumento rispetto ai 5 mesi dello scorso anno.
Secondo Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, l’allungamento dei tempi di vendita non è legato a una debolezza della domanda, che continua a mantenersi sostenuta, ma riflette uno squilibrio crescente tra domanda e offerta di abitazioni. Una dinamica che contribuisce ad alimentare la tensione sul mercato e la crescita dei prezzi immobiliari.
Tra i principali capoluoghi, Milano si conferma la città dove le abitazioni vengono vendute più rapidamente, con un tempo medio inferiore ai tre mesi e sostanzialmente invariato rispetto a un anno fa.
Seguono Trieste e Bologna, entrambe con un Time to sell di 3,5 mesi e in miglioramento rispetto allo scorso anno, mentre Firenze e Roma si attestano a 3,6 mesi, ma con andamenti opposti: in calo nel capoluogo toscano e in aumento nella Capitale.
Completano la classifica delle città più rapide Verona (3,7 mesi), Padova (3,8 mesi) e Como, Bergamo e Napoli, tutte con tempi medi di circa 4,1 mesi.
Sul versante opposto, i tempi di vendita più lunghi si registrano soprattutto nel Mezzogiorno. Messina è la città più lenta tra quelle analizzate, con una permanenza media degli immobili sul mercato di 7,4 mesi e un incremento del 32 per cento rispetto allo scorso anno. Seguono Lucca, con 6,5 mesi, Taranto (5,6 mesi) e Catania (5,1 mesi), a conferma delle maggiori difficoltà di assorbimento dell’offerta in alcune aree del Paese.
