Secondo la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, il piano complessivo di investimenti – finanziato dal 2020 e aggiornato nel 2022 per far fronte all’aumento dei costi dovuto all’inflazione post-pandemica – presenta criticità attuative nonostante una pianificazione iniziale definita “solida”.
Già nel primo semestre del 2023, infatti, molte opere erano ancora nelle fasi preliminari e poche effettivamente avviate, a causa di complessità progettuali e ritardi nelle procedure. Ciò ha portato, a inizio 2024, alla riorganizzazione della governance con un nuovo assetto normativo. Tuttavia, al settembre 2025, la Corte rileva che “le risultanze appaiono eterogenee per tipologia di opere”.
Tra i 111 interventi previsti in Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, 98 risultano coperti integralmente dal punto di vista finanziario e dovranno essere conclusi entro il 2025 (o successivamente, se non indispensabili ai Giochi). Solo 3 interventi stradali dispongono di una copertura parziale e saranno realizzati “per fasi funzionali”, in base alla progressiva disponibilità dei fondi.
La magistratura contabile sollecita ora un aggiornamento puntuale dei cronoprogrammi da parte della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, istituita con la cosiddetta legge olimpica del 2020, nonché un coordinamento interistituzionale tra i soggetti attuatori, Anas e Rfi, e una programmazione finanziaria efficiente in linea con l’avanzamento fisico dei lavori.
La Corte raccomanda inoltre:
- coperture assicurative e misure di sicurezza per le opere in gestione temporanea;
- manutenzione e utilizzo sostenibile degli impianti sportivi;
- una revisione dei piani economico-finanziari e il ricorso a partenariati pubblico-privati per ridurre l’onere sulla fiscalità generale;
- una destinazione vincolata delle infrastrutture al momento della loro cessione, per tutelare il patrimonio pubblico.
