Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato la necessità di un cambio di approccio nella gestione dei rischi naturali che colpiscono il settore immobiliare, indicando nella conoscenza e nella prevenzione i pilastri di una strategia più efficace.
Pichetto ha evidenziato come la gestione del rischio abbia una natura “multilivello”, con vulnerabilità diverse tra nuovi edifici, progettati secondo standard di resilienza avanzati, e patrimonio edilizio esistente, spesso storico o culturale, che richiede interventi più complessi. In questo contesto, il caso italiano è particolarmente rilevante: il patrimonio costruito rappresenta non solo un valore economico, ma anche identitario e culturale.
“Proteggerlo significa salvaguardare la nostra storia e il nostro tessuto sociale”, ha affermato il ministro, sottolineando la necessità di politiche mirate per la messa in sicurezza degli edifici esistenti.
Un punto centrale dell’intervento riguarda l’importanza di investire nella conoscenza come strumento di prevenzione. Sistemi di monitoraggio, mappature del rischio e strumenti digitali avanzati possono infatti consentire una migliore identificazione delle aree vulnerabili e orientare in modo più efficace le decisioni pubbliche e private.
Accanto alla dimensione tecnologica, il ministro ha richiamato anche la necessità di rafforzare la cultura della prevenzione e di prevedere adeguati strumenti finanziari per sostenere gli interventi di adattamento e messa in sicurezza.
“Affrontare la vulnerabilità del settore immobiliare ai rischi naturali richiede un cambio di prospettiva: non possiamo limitarci a reagire agli eventi, ma dobbiamo costruire un sistema capace di anticiparli, mitigarne gli effetti e adattarsi nel tempo”, ha dichiarato il ministro nella sessione di apertura del secondo giorno dei lavori.
Infine, Pichetto ha ribadito il valore della cooperazione internazionale: “La condivisione di esperienze tra i Paesi del G7 rappresenta un’opportunità concreta per migliorare le nostre capacità di prevenzione, adattamento e risposta”, ha concluso, sottolineando il ruolo della partnership multilaterale nella gestione dei rischi climatici e ambientali.
