Il regolamento sulla tassonomia è entrato in vigore nel 2020 e i suoi obblighi di comunicazione si applicano dal 2022. Fornendo un punto di riferimento comune per la sostenibilità per le società finanziarie e non finanziarie, la tassonomia sostiene gli investimenti che contribuiscono a una transizione sostenibile dell’economia dell’Ue, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
Le principali misure di semplificazione comprendono:
Le società finanziarie e non finanziarie sono esentate dal valutare l’ammissibilità alla tassonomia e l’allineamento per le attività economiche che non sono finanziariamente rilevanti per la loro attività. Per le società non finanziarie, le attività sono considerate irrilevanti se rappresentano meno del 10% delle entrate totali, delle spese in conto capitale (CapEx) o delle spese operative (OpEx) di una società. La riduzione di tale onere amministrativo andrà a vantaggio delle imprese, consentendo loro di concentrarsi sulla rendicontazione e sul finanziamento delle loro attività principali e sul modo in cui ciò contribuisce ai loro sforzi di transizione.
Inoltre, le società non finanziarie sono esentate dal valutare l’allineamento alla tassonomia per l’intera spesa operativa quando essa è considerata irrilevante per il loro modello aziendale.
Per le società finanziarie, gli indicatori chiave di prestazione come il Green Asset Ratio (Gar) per le banche sono semplificati e viene loro concessa la possibilità di non segnalare i Kpi della tassonomia dettagliati per due anni.
I modelli di comunicazione della tassonomia sono semplificati riducendo il numero di punti di dati segnalati del 64 % per le società non finanziarie e dell’89 % per le società finanziarie.
I criteri per “non arrecare un danno significativo” alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento connessi all’uso e alla presenza di sostanze chimiche sono semplificati.
