È il messaggio emerso dal Tavolo nazionale della Moda convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), al quale hanno partecipato il ministro Adolfo Urso e il ministro delegato francese per l’Industria Sébastien Martin, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni imprenditoriali, delle Camere della Moda, delle Regioni e delle parti sociali.
L’obiettivo condiviso è costruire una strategia comune per rafforzare il Made in Europe, consolidare le catene del valore e promuovere una politica industriale europea capace di sostenere la competitività dei comparti manifatturieri più esposti alla concorrenza internazionale.
«Questa deve essere la stagione del rinascimento industriale dell’Europa», ha dichiarato Urso, sottolineando la necessità di riforme che restituiscano centralità alla produzione europea. Il ministro ha indicato la cooperazione tra Roma e Parigi come modello da estendere ad altri comparti strategici, dall’ automotive alla siderurgia, dalla chimica alla microelettronica, fino allo spazio.
Per Martin, l’intesa tra i due Paesi rappresenta un passo verso un’Europa industriale e sovrana, chiamata a difendere il Made in Europe dalla concorrenza sleale e a rafforzare la capacità produttiva del continente.
Tra i temi affrontati anche il contrasto al fenomeno dell’ultra fast fashion. I due ministri hanno ricordato il contributo di Italia e Francia all’introduzione, dal 1° luglio, del dazio fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. La misura punta a contrastare pratiche commerciali ritenute distorsive e a garantire maggiore tutela ai consumatori e alle imprese europee. Secondo il Mimit, nel 2025 sono entrati nel mercato europeo 5,9 miliardi di articoli contenuti in spedizioni sotto la soglia dei 150 euro, per oltre il 90% provenienti dalla Cina.
Il Tavolo ha inoltre fatto il punto sulle misure nazionali a sostegno della filiera della moda. Il ministro Urso ha annunciato l’intenzione di rifinanziare il credito d’imposta per design e ideazione estetica, dopo che la dotazione di 60 milioni di euro è stata esaurita in poche ore con oltre 400 domande presentate.
Tra gli strumenti in arrivo figurano anche i Mini Contratti di Sviluppo, finanziati con 100 milioni di euro dalla Legge annuale sulle Pmi, destinati a sostenere investimenti compresi tra 1 e 20 milioni di euro nelle filiere del comparto moda. È in fase di definizione il decreto attuativo che disciplinerà modalità e criteri di accesso alle agevolazioni.
Urso ha infine richiamato il rifinanziamento della Nuova Sabatini e i risultati del Piano Transizione 5.0, che dispone di quasi 10 miliardi di euro di incentivi. In poco più di un mese sono stati presentati oltre 9.000 progetti, per un valore superiore a 3 miliardi di euro di investimenti, confermando – secondo il ministro – la forte propensione all’innovazione del sistema produttivo italiano.
