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Mondaino punta sulla cultura: Fai, arte e innovazione valorizzano il patrimonio del borgo

La cultura come leva di sviluppo territoriale, capace di mettere in rete patrimonio storico, musei, arte contemporanea e produzioni locali. È il messaggio emerso dall’iniziativa promossa dalla Delegazione Fai  di Rimini, che il 1 agosto ha accompagnato numerosi partecipanti alla scoperta delle eccellenze di Mondaino, uno dei borghi storici più rappresentativi della Valconca.

L’evento si è aperto nella Sala del Durantino della Rocca Malatestiana, con i saluti del sindaco Amerigo Ottaviani e del capo Delegazione Fai Rimini Marco Moretti, che hanno sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà private nella promozione del patrimonio culturale.

La visita ha preso il via dalla Rocca Malatestiana, autentico simbolo del borgo, dove trovano sede il Museo Paleontologico e il Mes – Museo delle Esperienze Sonore, due realtà che raccontano identità e innovazione.

Guidati da Monica Barogi, i partecipanti hanno visitato il Museo Paleontologico, che custodisce una delle più importanti raccolte di fossili della Romagna. I reperti del Miocene illustrano l’evoluzione geologica del territorio e testimoniano le profonde trasformazioni che hanno interessato quest’area milioni di anni fa.

Il percorso è poi proseguito al Mes – Museo delle Esperienze Sonore, accompagnati da Maurizio Galanti. Un museo unico nel suo genere che racconta l’evoluzione della tecnologia del suono, dalle storiche fisarmoniche Galanti fino ai più avanzati sistemi di modellazione fisica supportati dall’intelligenza artificiale, con un percorso altamente interattivo.

La tappa conclusiva ha condotto i visitatori alla RiBo104 – Dimora d’Arte dei coniugi Daniela e Ambrogio Borsani, esempio di recupero conservativo di elevata qualità. Grande attenzione ha suscitato il restauro degli ambienti storici, con elementi originali come il camino del 1600, la pavimentazione d’epoca e una porta in vetro che custodisce una scultura contemporanea.

Particolarmente apprezzata anche la visita alla grotta, datata tra il 1300 e il 1600, riportata al suo aspetto originario grazie a un accurato intervento di recupero conservativo. Antico rifugio durante le contese tra Malatesta e Montefeltro, oggi ospita una collezione di reperti etnografici provenienti dal Magreb e dai Paesi dell’Africa centrale, valorizzata da un allestimento con vetrine e pavimentazione in vetro extralight calpestabile.

A concludere l’itinerario è stata la degustazione dei vini della Tenuta del Tempio Antico di San Giovanni in Marignano, momento che ha ulteriormente valorizzato il legame tra cultura, territorio ed eccellenze enogastronomiche.

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