“L’Italia si presenta credibile davanti a un quadro economico e finanziario di straordinaria complessità. Lo testimoniano il livello dello spread, più che dimezzato, la Borsa, il nuovo appeal dei Titoli pubblici italiani, l’attrattività ritrovata degli investimenti, e anche i giudizi delle agenzie di rating, su cui a volte sono critica” è il commento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Il giudizio di Moody’s è il frutto del lavoro serio e silenzioso che stiamo portando avanti dall’inizio del governo. Un risultato che arriva, inoltre, in un contesto dove a fronte di giudizi negativi diffusi c’è un paese, l’Italia, al quale viene riconosciuto un upgrade significativo” ha sottolineato il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti.
Moody’s ha infatti modificato l’outlook sul governo italiano da stabile a positivo, confermando al contempo i rating dell’emittente a lungo termine e del debito senior non garantito a Baa3.
Secondo una nota dell’agenzia di rating, il cambiamento dell’outlook a positivo
riflette il miglioramento delle prospettive di bilancio, in un contesto di performance fiscale migliore del previsto nel 2024 e di un contesto politico interno stabile, che aumenta la probabilità che gli indicatori di bilancio continuino a migliorare, in linea con il piano strutturale e fiscale a medio termine del governo.
“Le prospettive positive sono inoltre supportate da un mercato del lavoro solido, da solidi bilanci di famiglie e imprese e da un settore bancario in salute – prosegue la nota dell’Agenzia di rating – Ulteriori miglioramenti attesi nella posizione patrimoniale netta sull’estero sosterranno probabilmente la resilienza economica e ridurranno la suscettibilità dell’Italia al rischio di eventi”. “La conferma del rating Baa3 tiene conto della dimensione dell’economia italiana e delle sue istituzioni e governance efficaci rispetto ai paesi omologhi – si legge ancora nella nota di Moody’s -. La dimensione e la ricchezza dell’economia italiana, la sua efficace capacità decisionale e istituzionale si traducono in un elevato grado di resilienza economica. Allo stesso tempo, la conferma tiene conto dell’elevato onere del debito italiano che, unito al graduale indebolimento della sostenibilità del debito e alle sfide strutturali legate all’invecchiamento della popolazione, rimane un vincolo per il suo profilo creditizio”.
