Agenda 2026 della Fondazione Musei Civici di Venezia (MuVe), presentata nel Salone da Ballo di Ca’ Rezzonico, che conferma il ruolo strategico dei musei civici come infrastruttura culturale e motore di sviluppo per la città e la sua area metropolitana.
Con 13 sedi museali, depositi, biblioteche, cantieri aperti e nuovi poli in fase di avvio, MuVe si consolida come museo enciclopedico diffuso, capace di operare tutto l’anno con un calendario articolato di mostre, interventi permanenti e iniziative per il pubblico. Un modello che unisce qualità dell’offerta e sostenibilità, con ricadute dirette su turismo, occupazione culturale e indotto.
I risultati economici e di pubblico confermano la solidità della strategia: il 2025 si è chiuso con oltre 2,4 milioni di visitatori, accompagnati da una crescita costante delle presenze e da un significativo +10,8% nel mese di dicembre, dato che segnala un rafforzamento della destagionalizzazione e della relazione con pubblici diversificati.
Particolare rilievo assume la strategia di investimento sui giovani, che ha prodotto risultati concreti: dal concorso Artefici del nostro tempo all’apertura dell’Emeroteca dell’Arte a Mestre, fino al recupero delle Casermette di Forte Marghera, destinate a diventare un polo sicuro e funzionale per l’arte contemporanea e le nuove generazioni creative.
Il 2026 rappresenta anche un momento di passaggio nella governance. «È il risultato di un lavoro continuo di crescita e visione», ha affermato Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione, alla conclusione di un mandato decennale. Un periodo segnato da trasformazioni profonde, durante il quale MuVe ha rafforzato il proprio ruolo di istituzione culturale dinamica, capace di integrare nuove tecnologie, gestione attiva degli spazi e un dialogo costante con il pubblico internazionale.
Dal punto di vista dell’offerta, il programma 2026 spazia dall’archeologia alla contemporaneità, confermando l’ampiezza del perimetro culturale della Fondazione. Tra i progetti di punta, la grande mostra a Palazzo Ducale dedicata a “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, il rinnovamento del percorso del Museo Correr, gli interventi al Museo di Torcello e le ricerche del Museo di Storia Naturale. Sul versante moderno e contemporaneo, spiccano le mostre di Jenny Saville a Ca’ Pesaro ed Erwin Wurm al Museo Fortuny.
Accanto alle esposizioni, assumono rilevanza strategica gli investimenti strutturali: la nascita di Muvec – Casa delle Contemporaneità a Mestre, il percorso verso il Grande Correr e l’ampliamento del Museo del Vetro delineano una rete museale sempre più connessa, accessibile e orientata al lungo periodo.
«La cultura è un motore fondamentale per lo sviluppo della città, per la sua identità e per il suo futuro», ha dichiarato il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, sottolineando come gli investimenti sulle sedi museali e l’attenzione ai servizi – dagli orari prolungati alle giornate gratuite per i residenti, fino a soluzioni innovative come il dogsitting per i turisti – abbiano reso i musei civici un sistema sempre più inclusivo e competitivo.
