La voce più pesante riguarda il carburante, con un incremento stimato di circa 1,2 miliardi di euro. Secondo l’analisi, l’aumento dei prezzi alla pompa ha inciso in modo significativo sia sulla benzina sia sul diesel, con una spesa media mensile complessiva che ha raggiunto circa 4,7 miliardi di euro a marzo e che ad aprile potrebbe avvicinarsi ai 4,9 miliardi, segnando un aumento fino al 17% rispetto ai livelli precedenti al conflitto.
È quanto emerge da un’analisi di Facile.it, che misura l’impatto economico dell’aumento dei prezzi su consumi e finanziamenti delle famiglie.
Per una famiglia tipo, il rincaro si traduce in un costo più elevato dei rifornimenti: un pieno di benzina è passato da circa 83 a 88 euro, mentre quello diesel ha raggiunto i 105 euro nei casi più recenti. L’impatto complessivo stimato per il solo settore dei trasporti su strada risulta particolarmente rilevante anche per le imprese di autotrasporto, con incrementi superiori a 260 euro per singola tratta di 3.000 km.
Anche il comparto energetico registra aumenti significativi. Le bollette di luce e gas per i contratti indicizzati nel mercato libero hanno subito un incremento medio di oltre 40 euro tra marzo e aprile, con un impatto complessivo stimato in circa 500 milioni di euro. Più nel dettaglio, il gas rappresenta la componente più onerosa, con una spesa media per famiglia aumentata di circa il 16% rispetto allo scenario precedente al conflitto, mentre l’elettricità registra rincari più contenuti.
Sul fronte dei mutui, l’aumento dei tassi di riferimento ha iniziato a riflettersi sulle rate dei finanziamenti a tasso variabile. L’indice Euribor, in crescita di circa 15 punti base, ha già comportato aumenti iniziali di circa 5 euro mensili, ma le previsioni indicano ulteriori rialzi nei prossimi mesi. In uno scenario prospettico, la rata di un mutuo standard potrebbe passare dagli attuali 620 euro a circa 660 euro entro fine anno, con un incremento complessivo vicino ai 40 euro mensili.
