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Mutui, cresce la domanda per l’acquisto della casa. Frena la corsa alle surroghe

Il mercato dei mutui conferma il cambio di passo. Nel secondo trimestre del 2026 la domanda si concentra sempre più sull’acquisto della casa, mentre continua a ridursi l’interesse per le surroghe, frenate dalla risalita dei tassi di interesse. È quanto emerge dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il rapporto trimestrale realizzato da Crif e MutuiSupermarket.it, che evidenzia un mercato ancora resiliente nonostante il costo del denaro sia tornato a crescere.

Le richieste online destinate all’acquisto della prima e della seconda casa rappresentano il 76% del totale, in ulteriore aumento rispetto al trimestre precedente. Di contro, le domande di surroga scendono al 19%, penalizzate dall’aumento dell’IRS, il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso, che rende sempre meno conveniente la sostituzione dei finanziamenti sottoscritti negli ultimi anni.

Il ricorso al credito continua comunque a sostenere il mercato immobiliare. Nel primo trimestre del 2026 la quota di compravendite residenziali assistite da mutuo è salita al 47,8% del totale, rispetto al 45% registrato nell’ultimo trimestre del 2025, confermando il ruolo centrale del finanziamento bancario nelle operazioni di acquisto.

Anche i dati sulle erogazioni mostrano un mercato a due velocità. Secondo Banca d’Italia, nel primo trimestre dell’anno i flussi complessivi di mutui hanno registrato una lieve flessione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il mercato restano però i finanziamenti destinati all’acquisto dell’abitazione, in crescita del 6,6%, mentre le erogazioni legate alle surroghe crollano del 63,4%.

Sul fronte dei tassi, gli italiani continuano a preferire il tasso fisso, che nel secondo trimestre rappresenta l’88% delle richieste online, contro l’86% del trimestre precedente. Nonostante l’IRS a vent’anni sia salito al 3,34%, gli istituti di credito continuano infatti a proporre spread particolarmente competitivi, favorendo una rata stabile in un contesto caratterizzato da maggiore volatilità dei mercati.

L’Euribor a tre mesi si attesta al 2,43%, mentre il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea è pari al 2,40%. Le attuali previsioni indicano un possibile ulteriore incremento del costo del denaro almeno fino alla metà del 2027.

Le migliori offerte disponibili sul mercato restano comunque competitive. Per un mutuo da 140.000 euro della durata di 25 anni destinato all’acquisto di un immobile del valore di 220.000 euro, il miglior tasso fisso disponibile è pari al 2,85%, con una rata mensile di 653 euro, mentre il miglior tasso variabile si attesta al 2,23%, con una rata di 609 euro.

Anche sul fronte delle nuove erogazioni concluse attraverso il canale online emerge con chiarezza il rafforzamento della domanda di acquisto. L’81% dei mutui stipulati riguarda infatti l’acquisto della prima o della seconda casa, mentre il peso delle surroghe si riduce al 13%.

Il quadro immobiliare continua nel frattempo a mostrare segnali positivi. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, nel primo trimestre del 2026 le compravendite residenziali sono aumentate del 4,4% su base annua. Parallelamente cresce anche il valore degli immobili posti a garanzia dei mutui: nel secondo trimestre il prezzo medio al metro quadrato registra un incremento del 5,5%, trainato soprattutto dagli immobili nuovi e ristrutturati, entrambi in crescita di oltre l’11%. A livello territoriale gli aumenti più marcati si registrano nel Sud e nelle Isole, seguiti dal Centro Italia.

«Instabilità geopolitica, aumento dei prezzi dell’energia e conseguenti pressioni inflazionistiche stanno alimentando una nuova accelerazione degli indici di riferimento. L’IRS a vent’anni è salito dal 3,10% di gennaio al 3,34% attuale, mentre l’Euribor a tre mesi è passato dal 2% al 2,48% ed è atteso intorno al 3% entro l’estate del 2027. Nonostante queste dinamiche, la domanda di mutui si mantiene sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno grazie anche alla scelta del sistema bancario di assorbire parte dell’aumento dell’IRS, continuando a proporre mutui a tasso fisso particolarmente competitivi. In questo modo viene preservata l’accessibilità della rata per giovani e famiglie e cresce ulteriormente la quota di richieste orientate verso il tasso fisso, arrivata all’88% del totale», commenta Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it.

Sulle prospettive del mercato interviene anche Stefano Magnolfi, Executive Director di Crif Real Estate Services: «Dopo un 2025 caratterizzato da una crescita sia delle compravendite sia della domanda di mutui, il mercato immobiliare affronta il primo semestre del 2026 in un contesto complesso e ricco di incognite. Le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e il rischio di nuove pressioni inflazionistiche potrebbero influenzare la seconda parte dell’anno, rendendo potenzialmente più oneroso l’accesso al credito.»

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