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Mutui, il gap tra tasso fisso e variabile si restringe: rincari fino a 52 euro sulle rate

Le rate dei mutui a tasso variabile continuano a salire, ma si assottiglia la distanza rispetto ai mutui a tasso fisso.

Facile.it rileva, in un’analisi, che da inizio anno la rata di un finanziamento standard da 126.000 euro con durata di 25 anni è aumentata di circa 21 euro e, in base alle attese del mercato, potrebbe crescere di altri 31 euro entro la fine del 2026, passando dagli attuali 599 euro a circa 630 euro.

L’analisi arriva alla vigilia della riunione della Banca Centrale Europea, chiamata a decidere se proseguire con la stretta monetaria oppure concedere una pausa. Gli operatori scommettono prevalentemente sulla seconda ipotesi, anche se resta possibile un ulteriore rialzo di 25 punti base. In ogni caso, il mercato sembra già aver incorporato l’aspettativa di un nuovo aumento dei tassi entro la fine dell’anno.

A confermarlo è l’andamento dell’Euribor, parametro di riferimento per i mutui variabili, che continua a crescere. Secondo i futures aggiornati al 20 luglio 2026, l’indice dovrebbe raggiungere il 2,79% entro fine anno, rispetto al 2,03% registrato a gennaio. Un incremento di circa 75 punti base che, applicato a un mutuo standard, comporterebbe un aumento della rata di circa 52 euro.

«L’acuirsi della crisi nello Stretto di Hormuz aumenta le incertezze in vista della riunione della Bce. Tuttavia l’Euribor tende a muoversi in base alle aspettative di politica monetaria e prevediamo che continuerà a crescere nelle prossime settimane, con un conseguente aumento delle rate dei mutui variabili», spiegano gli esperti di Facile.it. L’impatto, precisano, varierà in funzione del capitale residuo e della durata ancora da rimborsare: più il finanziamento è vicino alla scadenza, minore sarà l’effetto degli aumenti.

Importo medio dei mutui in crescita

Nel primo semestre del 2026, secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è aumentato dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 139.306 euro. La durata media del finanziamento resta pari a 25 anni, mentre il mutuo copre mediamente il 73% del valore dell’immobile, stimato in circa 207.000 euro.

Scende invece l’età media dei richiedenti, che passa sotto la soglia dei 40 anni attestandosi a 39 anni. Limitando l’analisi ai soli mutui prima casa, l’età media cala ulteriormente, arrivando sotto i 37 anni.

Il tasso fisso, la scelta preferita

Nonostante la crescita dell’interesse per le formule variabili, gli italiani continuano a privilegiare il tasso fisso, scelto nel 92% delle richieste presentate nel primo semestre del 2026. Il restante 8% riguarda mutui a tasso variabile o misto.

Negli ultimi mesi, tuttavia, il rialzo dei tassi e le aspettative di ulteriori interventi della Bce hanno ridotto la convenienza delle offerte variabili, rallentando la crescita della domanda.

Secondo le simulazioni elaborate da Facile.it su un mutuo da 126.000 euro, con durata di 25 anni e copertura del 70% del valore dell’immobile, il tasso variabile rimane comunque la soluzione più conveniente, con offerte online a partire da un Tan del 2,62% e una rata iniziale di 572 euro.

Si restringe però il divario con il tasso fisso, favorito dal recente calo dell’IRS, l’indice di riferimento per questa tipologia di finanziamenti. Le migliori offerte disponibili partono oggi da un Tan del 3,10%, con una rata di 604 euro, appena 32 euro superiore rispetto a quella del variabile. Una differenza decisamente più contenuta rispetto ai mesi scorsi e destinata a ridursi ulteriormente se il percorso di rialzo dell’Euribor dovesse proseguire.

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