Dopo una prima giornata di lavori a porte chiuse, il Palazzo Reale della città partenopea si trasforma per l’occasione in un centro nevralgico di dialogo internazionale, con oltre 50 sessioni di lavoro previste. L’edizione di quest’anno si inserisce inoltre nel calendario dei festeggiamenti per i 2.500 anni di storia di Napoli, unendo tradizione e diplomazia in un’unica cornice.
I lavori hanno preso il via ufficialmente con un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, seguito dagli interventi del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e del Presidente dell’Ispi, Franco Bruni.
Tra i momenti più attesi, l’intervento del Ministro Tajani alla sessione “Il Nuovo Medio Oriente”, insieme ai colleghi palestinese e iracheno, e la partecipazione al panel “Rivitalizzare la diplomazia internazionale: il ruolo della Regione Adriatico-Balcanica”, con i Ministri e viceministri di Albania, Bosnia, Croazia, Montenegro, Macedonia del Nord e Slovenia.
I pilastri tematici dell’edizione 2025 si concentrano su sicurezza, prosperità, dimensione umana e cultura. Ai tradizionali temi della sicurezza marittima, del concetto di “Mediterraneo globale” e delle situazioni in Golfo e Sahel si affiancano sessioni dedicate a Palestina, Siria, Iran, Israele e al ruolo degli Stati Uniti nella regione.
Sotto il fronte della prosperità, il dibattito si concentrerà su energia, trasporti, connettività, industria, intelligenza artificiale e capitale umano, con particolare attenzione al progetto Imec. Sul versante della dimensione umana, spazio a gestione delle risorse idriche, ripresa del Libano e prospettive di sviluppo sociale in Iraq.
“L’Italia guarda al Mediterraneo e al Medio Oriente come a una grande area comune, che vogliamo sia di pace, stabilità e benessere condiviso. Vogliamo cogliere a pieno le nostre responsabilità di attore mediterraneo e globale ed essere costruttori di pace”, ha dichiarato il Ministro Tajani.
