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Nautica, Snim 2026 punta sulla blue economy: a Brindisi attesi 180 espositori e oltre 350 imbarcazioni

L’evento è stato presentato alla Camera dei Deputati alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e degli operatori del settore.

Per l’edizione 2026 sono attesi circa 180 espositori e oltre 350 imbarcazioni, con la partecipazione dei principali cantieri italiani e un programma di incontri dedicati a innovazione, sostenibilità, portualità turistica, formazione e internazionalizzazione delle imprese. Il Salone ha inoltre ottenuto dalla Regione Puglia il riconoscimento di evento fieristico internazionale, consolidando il proprio posizionamento tra le principali manifestazioni italiane della nautica.

Al centro della presentazione il peso economico della filiera nautica e le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno. Secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne richiamati dagli organizzatori, oltre il 33% delle imprese italiane della nautica opera nelle regioni meridionali, mentre il 46,1% dei posti barca nazionali è localizzato lungo le coste del Sud, che si estendono per oltre 4.000 chilometri.

La nautica da diporto rappresenta uno dei comparti più dinamici dell’economia del mare italiana, con un valore stimato di 8,6 miliardi di euro. Un patrimonio produttivo che, secondo gli organizzatori, potrebbe registrare una crescita superiore al 25% nei prossimi cinque anni attraverso investimenti nelle infrastrutture portuali, l’ampliamento dell’offerta di ormeggi, la semplificazione amministrativa e il rafforzamento delle competenze professionali.

La scelta di Brindisi conferma il ruolo crescente della Puglia nella filiera della blue economy. La regione sta consolidando la propria posizione grazie allo sviluppo della cantieristica, della portualità turistica e delle attività connesse ai servizi del mare, sostenute anche dalle politiche regionali dedicate al comparto.

Alla presentazione hanno preso parte anche Pierpaolo Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del Mare, Nicolò Berghinz, responsabile Relazioni esterne e sviluppo di Alis, e Amerigo Splendori, direttore generale per i Servizi territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro è stato moderato dal giornalista Maurizio Bulleri.

Con una formula che coniuga esposizione commerciale, confronto istituzionale e approfondimento sulle politiche industriali, lo Snim punta a consolidare il proprio ruolo di piattaforma nazionale per lo sviluppo della nautica e della blue economy, in una fase in cui il Mezzogiorno è chiamato a trasformare il proprio vantaggio geografico in un fattore strutturale di competitività e crescita.

«Lo Snim non è soltanto una vetrina commerciale, ma un luogo di confronto sulle prospettive della nautica nel Mezzogiorno», ha dichiarato il presidente dello Snim, Giuseppe Meo. «La carenza di posti barca, l’elevato costo degli ormeggi, la formazione delle nuove professionalità e l’internazionalizzazione delle imprese sono temi prioritari per sostenere la competitività del settore e trasformare il potenziale del Sud in sviluppo economico stabile.»

Nel corso della conferenza è intervenuto anche Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo parlamentare su nautica, subacquea e turismo marino, che ha ribadito l’impegno del Governo a favore del comparto: «Manifestazioni come lo Snim rappresentano un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, imprese e territori e contribuiscono a valorizzare un settore strategico per l’economia nazionale».

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