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Nucleare e transizione, l’Italia nel piano globale al 2050

L’Italia aderisce all’impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare globale entro il 2050. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il Vertice sull’energia nucleare di Parigi, dove il governo ha ribadito la volontà di valutare il ritorno dell’atomo nel mix energetico nazionale.

«Il nostro obiettivo è un mix energetico sicuro, decarbonizzato e competitivo», ha spiegato il ministro, sottolineando la necessità di integrare tutte le fonti sostenibili secondo il principio della neutralità tecnologica. In questo quadro, il nucleare viene indicato come una possibile leva per rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la transizione verso un sistema a basse emissioni.

Roma sta lavorando alla definizione di una strategia nucleare “responsabile, moderna e trasparente”, che prevede la costruzione di un quadro regolatorio chiaro e credibile. Il percorso legislativo passa dalla proposta di legge delega sull’energia nucleare sostenibile presentata al Parlamento lo scorso autunno, destinata a definire governance, pianificazione nazionale, rafforzamento dell’autorità di sicurezza e gestione dell’intero ciclo di vita degli impianti, inclusi i rifiuti radioattivi.

Nel breve e medio periodo l’attenzione del governo si concentra sugli Small Modular Reactors (Smr) di terza generazione avanzata, considerati più flessibili e potenzialmente più rapidi da realizzare rispetto alle centrali tradizionali. Parallelamente, resta aperto lo sguardo sulle tecnologie di quarta generazione, in particolare sui reattori veloci raffreddati al piombo.

Le ipotesi inserite nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima prevedono, entro il 2050, una capacità nucleare installata compresa tra 8 e 16 gigawatt, con una copertura potenziale della domanda elettrica nazionale tra l’11% e il 22%.

Sul fronte industriale, nel 2025 è stata inoltre costituita Nuclitalia, incaricata di valutare le tecnologie più adatte al contesto italiano e di analizzare le prospettive di sviluppo della filiera. L’Italia partecipa inoltre alle iniziative europee sul nucleare, tra cui la European Nuclear Alliance e i programmi industriali sugli Smr.

Secondo il ministro, in un sistema sempre più elettrificato – tra industria, mobilità elettrica, data center e intelligenza artificiale – il nucleare può contribuire alla decarbonizzazione, alla stabilità della rete e alla sicurezza degli approvvigionamenti, rafforzando al tempo stesso la competitività e l’autonomia strategica dell’Unione europea.

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