A comunicarlo è stato il presidente di Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi, alla Fortezza da Basso, durante l’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino che ha indicato l’India come uno dei mercati su cui concentrare maggiori investimenti per reagire alle crescenti tensioni geopolitiche e alle incertezze legate ai dazi statunitensi.
- Diversificazione obbligata in uno scenario instabile
Le difficoltà generate dall’instabilità politico-economica internazionale e dalle politiche commerciali protezionistiche, in particolare negli Stati Uniti, stanno spingendo il comparto vinicolo italiano a ripensare le proprie strategie di export. Per una denominazione come il Chianti, fortemente orientata ai mercati esteri, la diversificazione non è più un’opzione ma una necessità.
- India tappa strategica in Asia
L’India si inserisce in un più ampio piano di espansione verso mercati emergenti e aree ad alto potenziale. Il Consorzio ha già avviato attività di presidio in Africa – con una prima missione in Nigeria lo scorso gennaio – e continua a investire in Sud America, con particolare attenzione al Brasile e all’area Mercosur.
Parallelamente, resta centrale l’Asia, con focus su Cina, Vietnam, Thailandia e Giappone. In questo contesto, l’India rappresenta una tappa strategica per intercettare una classe media in crescita, una progressiva apertura culturale verso il vino e un sistema distributivo in evoluzione.
L’obiettivo non è soltanto commerciale, ma anche formativo e identitario: costruire conoscenza del brand Chianti, rafforzare il posizionamento qualitativo e presidiare un mercato ancora giovane ma potenzialmente rilevante nel medio-lungo periodo.
- Qualità 2025 e Riserva 2023: la leva competitiva
Sul fronte produttivo, l’Anteprima ha confermato la solidità della denominazione. Il Chianti 2025 viene descritto come un’annata fresca ed equilibrata, con uve giunte a piena maturazione anche grazie alle piogge estive. La Riserva 2023, pur con volumi inferiori, si distingue per un livello qualitativo elevato.
«L’India sarà uno dei mercati su cui investiremo con maggiore decisione dal prossimo anno. Alcune aziende sono già presenti, ma il Consorzio ha il dovere di accompagnare questo percorso e spiegare che cos’è oggi il Chianti», ha dichiarato il Presidente, Giovanni Busi, annunciando l’organizzazione di una missione istituzionale dedicata.
E per quel che riguarda la produzione, il Presidente ha sottolineato «Presentiamo due annate che parlano di identità e solidità. Ora dobbiamo trasformare questa qualità in nuove opportunità commerciali».
