Pubblicato il rapporto annuale del fondo che raccoglie le donazioni devolute al Pontefice per sostenere la sua missione di Vescovo di Roma, alla guida della Chiesa universale, e supportare le sue iniziative di carità in favore dei bisognosi: 58 milioni di euro lo scorso anno, un aumento rispetto al 2023 (52 milioni). Erogati € 13,3 milioni per sostenere 239 progetti sociali e di assistenza finanziaria in 66 Paesi di tutti i continenti
Nel 2024 le entrate dell’Obolo di San Pietro sono ammontate a 58 milioni di euro (sei milioni in più rispetto al 2023), mentre le “uscite” sono risultate pari a 75,4 milioni di euro: 61,2 dei quali per supportare le attività condotte dalla Santa Sede attraverso i suoi Dicasteri a servizio della missione apostolica del Papa e 13,3 per sostenere direttamente 239 progetti di assistenza ai più bisognosi. Tra questi, iniziative per Paesi in via di sviluppo o progetti sociali, ad esempio in Senegal, Perù, Romania, Benin, Angola, oppure assistenza materiale alle popolazioni colpite da guerre. Sono i dati resi pubblici, dal rapporto annuale sul fondo che accoglie le donazioni devolute al Pontefice e destinate a sostenere la sua missione per la Chiesa universale. Nel documento si informa che il Papa, attraverso la Curia romana, ha donato altri € 37,3 milioni per opere caritative (di cui € 6,2 milioni finanziati dall’Obolo) che, insieme ai € 13,3 milioni per progetti di assistenza diretta menzionati in precedenza, ammontano ad un totale di 50,6 milioni destinati ad opere di carità.
Donazioni
Nel Report, che fa riferimento all’anno passato, si evidenzia che le donazioni ricevute dall’Obolo sono state pari a 54,3 milioni, mentre i proventi finanziari ed altro ammontano a 3,7 milioni. Più nel dettaglio, le donazioni giungono al fondo nella forma della colletta raccolta presso le parrocchie del mondo in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo e trasmessa alla Santa Sede dalle diocesi di ogni Paese tramite le Rappresentanze Pontificie (ad eccezione di quelle italiane che le inviano direttamente); attraverso offerte dirette mediante bonifici su conti correnti bancari e postali, assegni o tramite sito web; con lasciti ereditari tramite testamento in cui è espressa la precisa volontà di destinare beni, somme di denaro o diritti patrimoniali all’Obolo di San Pietro o direttamente al Papa.
I Paesi donatori
Tra i donatori nel 2024, il 59% sono state le Diocesi (31,8 milioni); mentre il 16% privati (8,9 milioni); seguono Fondazioni (12,2 milioni) e Istituti religiosi (1, 4 milioni). Quanto ai Paesi da cui sono giunti i maggiori flussi di donazioni al primo posto si trovano gli Stati Uniti (25,2%), seguiti da Francia (15%), Italia (5,2%), Brasile (3%) e Germania (2,8%). Tra i Paesi donatori anche Corea, Messico, Irlanda, Spagna, Colombia e altre nazioni del mondo in una percentuale più esigua: il 15% del totale.
Contributi per la missione della Santa Sede
Nel Rapporto annuale si spiega che, per quanto riguarda le uscite, sono stati 74,5 milioni i “contributi erogati“, destinati al sostegno della missione apostolica della Santa Sede e a singoli progetti di assistenza diretta. In quest’ultima dicitura rientrano tutte quelle iniziative e quei progetti di “assistenza materiale ai Paesi in via di sviluppo ed alle popolazioni colpite da guerre”, nonché il sostegno, “a vario titolo”, della “presenza evangelizzatrice di parrocchie, diocesi ed istituti religiosi che versano in situazione di particolare necessità”.
Nel 2024 il Fondo Obolo ha finanziato quindi la costruzione in Senegal di un centro di formazione ed animazione missionaria; la costruzione di una chiesa parrocchiale in Perù; la costruzione di un ostello per ragazze in Thailandia.
