È la valutazione dell’Ufficio Studi Confcommercio, che commenta i dati diffusi dall’Istat, sottolineando come il numero degli occupati continui a mantenersi sui livelli più elevati di sempre.
Secondo l’analisi, la diminuzione di 22 mila occupati rispetto ad aprile va letta alla luce della revisione al rialzo operata dall’Istat sul dato del mese precedente, corretto di circa 20 mila unità. Dopo cinque mesi consecutivi di crescita, culminati nel forte incremento registrato ad aprile, la flessione di maggio viene quindi considerata fisiologica e coerente con un andamento che resta moderatamente crescente.
Un ulteriore elemento positivo riguarda la qualità dell’occupazione. Prosegue infatti l’espansione del lavoro dipendente a tempo indeterminato, che rappresenta ormai oltre il 68% degli occupati e più dell’88% dei lavoratori dipendenti, un dato che, secondo Confcommercio, riflette la fiducia delle imprese nelle prospettive economiche. Positivo anche l’aumento della componente autonoma, interpretato come un ulteriore segnale di vitalità del mercato del lavoro.
Restano tuttavia irrisolte alcune criticità strutturali. In particolare, l’occupazione femminile e quella giovanile continuano a rappresentare i principali punti deboli del mercato del lavoro italiano. Secondo Confcommercio, oltre il 40% delle donne in età lavorativa continua a non essere occupato né a cercare un impiego, nonostante il miglioramento registrato negli ultimi anni.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla condizione dei giovani, evidenziando come una parte significativa continui a rimanere ai margini del mercato del lavoro. Un elemento che, secondo l’Ufficio Studi, rappresenta una delle principali sfide per consolidare la crescita dell’occupazione e rafforzare il potenziale di sviluppo dell’economia italiana.
