L’evento, in programma alle ore 17 nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, si svolgerà alla presenza di Papa Leone XIV e, in caso di maltempo, sarà spostato nell’Aula Paolo VI.
La cerimonia cade nel giorno in cui si ricorda il sacco di Roma del 1527, episodio durante il quale 189 guardie svizzere difesero Papa Clemente VII dall’esercito di Carlo V, permettendo al Pontefice di mettersi in salvo a Castel Sant’Angelo.
Le nuove guardie giureranno sulla bandiera del Corpo e prometteranno di “servire fedelmente, lealmente e onorevolmente” il Papa e i suoi successori, in un rito che unisce tradizione militare e solennità religiosa. Le reclute indosseranno l’uniforme “Gran Gala”, completa di armatura, utilizzata nelle principali celebrazioni papali come Natale e Pasqua.
Il programma delle celebrazioni prevede il 5 maggio i Vespri nella Chiesa di Santa Maria della Pietà in Campo Santo Teutonico, seguiti dalla deposizione della corona in memoria dei caduti del 1527 e dal conferimento delle onorificenze. Il 6 maggio, alle 7.30, la Messa nella Basilica di San Pietro sarà celebrata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.
Alla cerimonia parteciperanno anche delegazioni istituzionali svizzere, guidate dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, insieme ai vertici parlamentari e militari elvetici, oltre alla delegazione del Cantone Turgovia, ospite dell’edizione di quest’anno.
La Guardia Svizzera Pontificia, fondata nel 1506 da papa Giulio II, è considerata il corpo militare più antico al mondo ancora in servizio. Sotto la guida del colonnello Christoph Graf, svolge compiti di sicurezza, controllo degli accessi al Vaticano, ordine durante le cerimonie e protezione del Collegio cardinalizio durante la sede vacante.
Il corpo è composto da militari provenienti dalle diverse regioni linguistiche della Svizzera, con una forte rappresentanza del Vallese, del Ticino e di Lucerna, e rappresenta tuttora un simbolo di fedeltà, tradizione e servizio alla Santa Sede.
