Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria sulla totalità di Banca Monte dei Paschi di Siena, valorizzando l’operazione circa 30,6 miliardi di euro. L’offerta prevede 16 azioni Intesa ogni 10 azioni Mps, oltre a 1 euro in contanti per azione, con un premio del 12,5% rispetto alla chiusura di Borsa del 5 giugno.
L’operazione arriva mentre Mps era al centro di un possibile progetto di aggregazione con Banco Bpm, aprendo una nuova fase del risiko bancario italiano.
Per superare i possibili ostacoli antitrust, Intesa ha già siglato un accordo con Unipol per la cessione del marchio Mps e di circa 635 filiali, mentre manterrebbe circa 625 sportelli, le attività di Mediobanca e la partecipazione in Generali acquisita indirettamente attraverso il gruppo senese.
Secondo il piano presentato dal gruppo guidato da Carlo Messina, il nuovo perimetro potrebbe generare oltre 16 miliardi di euro di utile netto nel 2029, grazie a sinergie stimate in circa 2,9 miliardi di euro annui.
Nella seduta successiva all’annuncio, il mercato ha accolto positivamente la proposta, mentre restano da valutare le eventuali contromosse di Banco Bpm, le decisioni delle autorità di vigilanza e l’orientamento dei principali azionisti di Mps.
