Al centro del dibattito c’è la revisione del sistema dei sostegni nel quadro della nuova Pac e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con particolare attenzione alla proposta della Commissione sui tetti ai pagamenti diretti, su cui emergono divisioni profonde tra i Paesi membri.
La ministra dell’Agricoltura di Cipro e presidente di turno del Consiglio Ue Maria Panayiotou ha richiamato la pressione crescente sugli agricoltori europei, legata all’instabilità geopolitica e all’aumento dei costi di produzione, in particolare energia, fertilizzanti e materie prime. Da qui la richiesta di interventi rapidi e di misure strutturali per garantire accesso sostenibile agli input produttivi e ridurre la dipendenza da forniture esterne.
Tra le priorità discusse figura infatti il rafforzamento dell’autonomia strategica europea nei fertilizzanti, insieme a possibili modifiche normative per favorire l’uso di fertilizzanti organici, biogas e biometano, oltre a strumenti finanziari e di mercato a sostegno dei settori più esposti.
Il nodo principale resta però quello della degressività dei pagamenti diretti, con la proposta di introdurre tetti e riduzioni progressive agli aiuti per le aziende di maggiore dimensione. L’Italia, rappresentata dal sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, ha espresso forti perplessità, chiedendo che eventuali meccanismi siano volontari e adattabili alle diverse strutture agricole nazionali, per evitare effetti penalizzanti sulla competitività e sulla capacità di innovazione delle imprese.
Una posizione analoga è stata espressa dalla Germania, che teme impatti negativi soprattutto sulle aziende di grandi dimensioni, in particolare nei Länder orientali, nel caso di un tetto uniforme ai pagamenti diretti.
Il dibattito si inserisce in un confronto già avviato nei mesi precedenti, con diverse delegazioni che avevano manifestato scetticismo sull’introduzione di limiti rigidi agli aiuti o su riduzioni automatiche per le aziende più grandi.
Nel corso dei lavori, l’Italia ha inoltre sottolineato la necessità di una maggiore chiarezza sulla governance dei futuri Piani strategici nazionali e regionali, giudicata troppo complessa, e ha ribadito la contrarietà alle restrizioni al sostegno delle imprese di trasformazione agroalimentare, considerate fondamentali per le politiche di filiera e per la distribuzione del valore aggiunto lungo la catena produttiva.
Un ulteriore capitolo riguarda la prevenzione degli incendi boschivi, sempre più rilevanti in Europa. Gli Stati membri hanno discusso il ruolo della Pac nel promuovere la gestione forestale sostenibile, la manutenzione del territorio e interventi preventivi come fasce tagliafuoco e diversificazione delle specie arboree, con l’obiettivo di ridurre il rischio e rafforzare la resilienza ambientale.
Il Consiglio punta a trovare entro la fine del 2026 un equilibrio tra un quadro normativo comune europeo e una maggiore flessibilità per gli Stati membri, in vista dell’entrata in vigore della nuova Pac dal 1° gennaio 2028.
